Abbiamo stretto le mani degli amici di Uvira
Tema del "Paginone": Giovani di Uvira - La giornata della speranza
Il primo pensiero che mi è venuto in mente, leggendo su queste pagine il racconto dei missionari sul raduno dei giovani congolesi a Uvira, è che noi “pellegrini di Colonia” non dovremmo lamentarci dei disagi e disguidi vissuti in Germania. Anzi, forse proprio da loro abbiamo qualcosa da imparare. In effetti, a pensarci bene, noi ragazzi del “nord” abbiamo forse saltato qualche pasto, mentre per i nostri coetanei del “sud” la norma è mangiare quando si può. Dormire su un pavimento è stato faticoso e, alla fine, anche divertente.
Immaginare, poi, che al milione di ragazzi radunati nella spianata di Marienfield si siano aggiunti anche i ragazzi di Uvira, ha impreziosito ancora di più la ventesima giornata mondiale della gioventù. A Colonia eravamo come i re Magi: “siamo venuti per adorarlo”. Sono sicuro che, durante la veglia di sabato 20 agosto, la luce dei lumini accesi sulla nostra spianata è stata resa più brillante dal collegamento alle candele gocciolanti sulla collina di Uvira, terra fecondata dai martiri. I canti che abbiamo intonato prima e dopo la Messa, i cori alzatisi al cielo per salutare papa Benedetto sono stati rinvigoriti dalle voci e dalle danze provenienti dal cuore dell’Africa.
Con noi erano presenti anche loro, in ascolto delle parole del Vicario di Cristo. Con noi erano presenti tutti coloro che non sono riusciti a raggiungere Colonia né Uvira: genitori, amici di tutte le età, di tutti i Paesi del mondo, di tutte le nazionalità. Per una settimana sono caduti i confini e i pregiudizi. Ci siamo sentiti fratelli, uniti dall’unico Spirito, accomunati dagli stessi ideali. Insieme, lungo lo stesso cammino di fede. E tendendo la mano, idealmente, abbiamo potuto stringere quelle dei nostri amici di Uvira.








