A scuola con i bambini, La 1a. lettera dal Giappone
È bello stare al cancello della scuola d’infanzia e accogliere le maestre, i genitori e i bambini che arrivano. Alle 7 del mattino, terminata la Messa con le suore, mi precipito ad aprire l’asilo e cominciano i saluti.
Cerco di essere fedele a quest’appuntamento. È incoraggiante sentirsi accolti con gioia ogni mattina.
Un “buon giorno” diverso
Le mamme arrivano in bicicletta con i loro bambini. Aiuto i piccoli a scendere dai sedili, li prendo in braccio, a volte li faccio saltare... Le mamme fanno sempre dei grandi sorrisi e ringraziano. Ma i sorrisi più interessanti sono quelli dei bambini che ogni tanto, invece del solito “buon giorno”, cambiano il modo di salutare. Una mattina, una bambina si è messa a cantare la canzoncina che io canticchio, senza rendermene conto. L’ha cantata tutta, dall’inizio alla fine, davanti a me, alla mamma e ai bambini. Le abbiamo battuto le mani.
La maggior parte dei bambini di Osaka sono “tipetti pepati”, con l’argento vivo addosso. Hanno cominciato a conoscermi e vengono a farmi i discorsi e le richieste più strane: vogliono essere presi in braccio; mi fanno vedere i loro disegni o lavoretti; vengono a farmi vedere le sbucciature alle ginocchia; mi chiedono di portarli a vedere la casa dove vivo; domandano “dov’è tua moglie?”...
La nuova storia di Pinocchio
Sono contento di essere tornato a lavorare per la formazione dei bambini. È un mondo pieno di vita, di gioia e di speranza. Il mondo moderno, invece, sembra incapace di accettare i bambini. Ma se c’è poca gioia nella vita, se ci sono tante depressioni e problemi, non è forse perché ci sono pochi bambini?
Pinocchio è un bambino egoista; Geppetto, invece, è l’adulto che ha imparato a dedicarsi agli altri. Pinocchio non voleva diventare adulto, perché non voleva fare sacrifici per aiutare gli altri. A me sembra che la storia di Pinocchio - conosciuta anche in Giappone - dovrebbe essere scritta di nuovo. Sono gli adulti, chiusi nel loro egoismo, che non amano più. I bambini invece hanno la forza naturale della vita che li spinge verso gli altri, a giocare e creare relazioni, a dare agli altri quello che hanno...
I bambini sono i miei migliori benefattori. Sono uno stimolo continuo a migliorare e a crescere, a vivere la vita in pienezza. Lavorando con i bambini, mi sento in una posizione privilegiata. Da loro imparo cosa significa vivere secondo il vangelo.
Mi chiedo se c’è una cosa più importante dell’aiutare le persone a crescere bene come figli di Dio e seminare nel loro cuore i semi del vangelo.








