A Giava, ho conosciuto il Conforti
Sono nato in una famiglia musulmana di Giava centrale, in Indonesia. Questo ha influito nella mia vita e nel mio modo di pensare, anche se oggi sono saveriano e mi sto preparando a pentare sacerdote.
Dopo le elementari, ho frequentato la scuola delle suore.
Così pian piano ho cominciato a conoscere il cattolicesimo, Gesù, i preti...
Ancora oggi ricordo con gioia quello che ho vissuto con loro. Non facevano distinzione tra me, che ero musulmano, e i ragazzi cattolici. Avevano umiltà, bontà e pazienza nell'educarmi. Una cosa mi dispiaceva: anche se incontravo i missionari e frequentavo la parrocchia, non mi si dava la possibilità di fare la Comunione insieme ai miei compagni di scuola, perché ero musulmano.
Intanto, cresceva in me il desiderio di entrare nella chiesa cattolica, partecipare all'Eucaristia, avere contatti più frequenti con i missionari e le suore e con i miei amici cattolici. Nel 1997, quando avevo 13 anni, ho ricevuto il permesso di essere battezzato.
Dopo il liceo, ho conosciuto i saveriani e p. Rodolfo Ciroi, che è il promotore vocazionale dei saveriani in Indonesia. Alla fine, ho deciso di pentare missionario. Il mio desiderio è nato soprattutto quando ho conosciuto il fondatore dei saveriani, il beato Conforti, la sua vocazione, il suo modo di pensare e di agire. Soprattutto mi colpiva una sua frase: "Così si ama!". Da allora ho iniziato a studiare meglio Gesù e a mostrare questo mio sentimento nella vita di tutti i giorni.
Sono pentato saveriano il 19 luglio 2005. Oltre alla mia famiglia, erano presenti gli amici, i confratelli, il popolo cristiano. Ringrazio Dio e sono felice. So di non essere all'altezza di quanto ho promesso, ma sento in me il coraggio di rispondere alla chiamata del Signore. Mi sono messo nelle sue mani per essere missionario. Ho dato la mia risposta e intendo attuarla. Per me è sufficiente l'amore.
Con la grazia di Dio, lo sperimento nella vita di tutti i giorni, e il mio spirito penta sempre più forte. Dio ci benedica tutti.








