2006: formazione e spiritualità, Per giovani e adulti
La casa saveriana di Macomer è un centro di animazione missionaria giovanile e di spiritualità missionaria per adulti della Sardegna. Tutte le attività vengono svolte in collaborazione con i saveriani di Cagliari e con le missionarie di Maria - saveriane di Oristano.
L’animazione giovanile
L’animazione missionaria con i giovani si realizza in vari modi. Ad esempio, partecipiamo alle manifestazioni in favore della pace, la giustizia e lo sviluppo. Come centro culturale di animazione alla mondialità e alla pace siamo chiamati nelle scuole e nelle parrocchie. A queste iniziative partecipano anche i laici che, con la vendita dei prodotti del commercio equo e solidale, si impegnano a diffondere l’idea di un mondo più giusto nei rapporti commerciali internazionali.
La finalità principale è la formazione culturale, religiosa e umana dei giovani. Cerchiamo di far compiere loro un cammino formativo di spiritualità cristiana in prospettiva missionaria, affinché riescano a vedere la vita come un progetto di Dio. Con la riflessione, la preghiera e i gesti invitiamo i giovani a costruire la propria vita sugli insegnamenti di Gesù. Inoltre, proponiamo loro di assumere atteggiamenti e scelte concrete di vita missionaria nel loro ambiente di vita. Portiamo avanti tutto questo attraverso ritiri mensili, campi estivi, raduni di “tre giorni” e incontri mensili e settimanali. Gli incontri sono guidati da p. Piero, suor Marlene e suor Piera.
Un altro obiettivo del nostro lavoro è la formazione di giovani animatori che hanno già partecipato alle attività da noi proposte. Cerchiamo di realizzare con loro un cammino di formazione a servizio della parrocchia, con spirito missionario aperto ai problemi del mondo.
Spiritualità per gli adulti
Per le famiglie e i gruppi di adulti proponiamo di vivere la vita quotidiana con spirito missionario. Per il 2006 presentiamo due modelli, adatti agli uomini e alle donne del nostro tempo: santa Teresa del Bambin Gesù e il beato Charles de Foucauld.
“LA PICCOLA VIA” - Così santa Teresa di Lisieux definiva la sua spiritualità. Non si riteneva capace di compiere cose grandiose come i grandi santi e gli apostoli. Nella preghiera ha chiesto al Signore di indicarle una “piccola via” alla santità, che fosse adatta per lei. Dio le ha fatto capire il suo posto speciale. “Non posso essere martire, né missionaria, né maestra di dottrina, né donna di grande eloquenza; ma posso, sì, amare. La mia vocazione nella vita è l’amore. Nel cuore della chiesa io sarò l'amore”.
► Gran parte di noi non farà “grandi cose”. Ma niente e nessuno ci impedisce di amare ogni giorno con gioia e con intensità. È il cammino della “infanzia spirituale”.
L’ULTIMO POSTO - Charles de Foucauld era alla ricerca dell’ultimo posto. Voleva seguire alla lettera la parola di Gesù: “quando sei invitato a nozze, va a sederti all’ultimo posto”. Nel suo pellegrinaggio in Terra Santa, egli è colpito profondamente da Nazaret. Un pensiero lo afferra fino alla profondità del cuore: a Nazaret Gesù è povero, tace, lavora.
Charles de Foucauld trova la sua Nazaret nei chiostri dei trappisti e nell’eremo del Sahara. Alla sorella scrive: “Faccio il lavoro dei contadini, un lavoro infinitamente salutare per l’anima, nel quale si può pregare e meditare. Si comprende così bene che cosa sia un pezzo di pane, se si sa per propria esperienza quanta fatica costa produrlo!”.
► Tutti noi siamo occupati dal lavoro quotidiano. Possiamo rendere il lavoro “salutare per l’anima”, vivendolo da cristiani, in compagnia di Gesù e di qualche ...miliardo di persone al mondo.








