In tanti mi stanno chiedendo come mi trovo a Taranto, dopo l’esperienza in Sardegna. Anche se un po’ di nostalgia c’è e i ricordi si tingono di tenerezza, bisogna guardare avanti. Il missionario è allenato a farsi tutto con tutti, in ogni nuova realtà. Per cui, devo dire che sono stato accolto molto bene dai tre confratelli-moschettieri che hanno dato vigore alla casa. Ora, col mio arrivo, siamo i quattro dell’Ave Maria…
P. Michele D’Erchie, missionario per tanti anni in Burundi, è il più longevo della comunità ed è ancora attivo. Ogni mattina alle 8,30 celebra l’Eucaristia con un gruppo di amici e nei giorni festivi esercita il ministero apostolico a San Vito. P. Angelo Berton, missionario per venticinque anni in Congo RD, è la memoria storica della comunità. Con le sue storie, battute e aneddoti allieta la nostra convivenza-fraternità e quanti vengono a trovarci. Sono quasi vent’anni che abita in via Tre Fontane 15. P. Pio De Mattia, pugliese come p. Michele, è il rettore. La programma e la tiene in ordine come un orologio. L’ultimo arrivato, e anche il più giovane, sono io, p. Giovanni Battista Zampini (semplicemente chiamato Gianni). Dopo la missione in Colombia, sono stato richiamato in Italia per l’animazione missionaria attraverso la Libreria dei popoli a Parma e poi a Brescia.
Questo intermezzo è durato trent’anni! Dopo aver fatto conoscere le culture degli altri popoli attraverso libri e audiovisivi, per non morire sotto la carta, ho chiesto di fare l’animatore a Cagliari. Ora, dopo sei anni, ecco la richiesta dei superiori di raggiungere Taranto per colmare il vuoto che p. Claudio Mantovani - padre Sorriso - ha lasciato con la sua morte prematura. Ho già esplorato tutto il territorio della vicaria, conoscendo i presbiteri, molto accoglienti, e la città: bella, piena di storia e di glorie passate. Ho letto molto, ho pregato, ho cercato di capire l’ambiente e di ascoltare chi riesco a incontrare. L’innamorato di Gesù si deve riconoscere in tutti coloro che arrivano sul sentiero della nostra vita, nelle città o nei paesi, nelle nostre storie e vite. Siamo tutti interconnessi, complementari l’uno all’altro. Quella dell’interdipendenza è una realtà che spesso non vogliamo accettare. Ma io mi realizzo e mi scopro nell’altro.
La famosa Italsider si trova dalla parte opposta della città, rispetto alla nostra casa. Per arrivare ai quartieri vicini, Paolo VI e Tamburi (già visitati), mi sono serviti 20 minuti in auto. Un gruppo vive con noi l’Eucaristia giornaliera comunitaria delle 18,30. E’ un gruppo aperto, disponibile e… attento. Siamo al Sud dove l’ospitalità è un onore oltre che un valore! Noi missionari siamo sempre in movimento. Avanti ragazzi e giovani nella vigna del Signore, che è il mondo. C’è posto per tutti coloro che vogliono dare il proprio contributo: preghiere, sacrifici, sofferenze e offerte a Dio, ai fratelli più bisognosi e abbandonati, sono l’olio della lampada della fede che presenteremo alla fine della nostra vita.
Lo Spirito mi suggerirà come inserirmi nella pastorale missionaria delle parrocchie e nella Caritas, privilegiando i nostri fratelli più emarginati. Penso che Dio stia guidando i passi… Pensavo di arrivare a Taranto via Brindisi l’8 dicembre (Maria Immacolata), dopo aver salutato le amiche e gli amici di Macomer. Ma Ryanair, causa Covid-19, ha soppresso tutti i voli Cagliari-Brindisi, assicurando solo il Cagliari-Bari. Sono partito quindi il 12 dicembre 2020. “Vado a fare Santa Lucia nella nuova comunità”, ho pensato tra me. Sarei stato il regalo per Taranto. Ma poi mi sono subito reso conto che il 12 dicembre è la festa liturgica della Madonna di Guadalupe.
Ho iniziato la mia presenza a Taranto sotto il manto della Madonna che protegge i suoi figli. L’immagine dell’indio Juan Diego è nella pupilla dell’occhio della Vergine. Maria ha accompagnato Gesù durante la sua vita, breve, ma inserita tra la folla che lo cercava. Oggi, accompagna il popolo latinoamericano nello sforzo di costruirsi un futuro migliore, emancipandosi dallo sfruttamento del mondo capitalistico. Maria, la Madonna, mi segue con la dolcezza e tenerezza di una mamma. Il Signore mi darà forza e coraggio per iniziare un nuovo cammino qui in Puglia.







