Skip to main content
Condividi su

La proposta di Francesco di usare i fondi per le armi per la fame nel mondo è irrealizzabile. Ancora una volta, come per il Sinodo dell’Amazzonia, concretamente, non si otterrà quasi niente. Antonio, Roma

Come possiamo uscire da questa triste situazione della Pandemia, che ci toglie la speranza? Lucia, Firenze

Caro Antonio, per papa Francesco più che “possedere spazi, occorre iniziare processi” (EG 223). Possedere spazi significa voler cambiare tutto e subito (il mondo, l’economia, gli altri, la stessa Chiesa). Invece, iniziare processi significa seminare, avere pazienza, sapendo che i frutti, prima o poi, arriveranno. Lo Spirito è all’opera nella storia umana, nonostante tutto. Importante è crederci e sognare insieme, non da soli (FT 8). “Le grandi trasformazioni non avverranno mai se non c’è qualcuno che inizia ad andare oltre, che provi ad allargare gli orizzonti rispetto agli interessi particolari di ciascuno” (FT, intr. 2).
Di armi parliamo nelle pagine centrali. La spesa militare nel mondo, nel 2019, ha raggiunto il livello più elevato. Francesco si chiede: “A cosa servono arsenali per essere più sicuri, se poi basta una manciata di persone infette per far dilagare l’epidemia e provocare tante vittime? Essa non conosce confini. Abbiamo bisogno di uno Stato militarmente forte o di uno Stato che investa in beni comuni?”.
L’Italia, purtroppo, continua ad esportare armamenti anche nelle zone di maggior tensione del mondo, a regimi dittatoriali e autoritari, alimentando così i conflitti e la repressione. Dice Francesco: “Tante volte penso all’ira di Dio che si scatenerà con i responsabili dei paesi che parlano di pace e vendono le armi per fare guerre: questa è ipocrisia, è un peccato”. Un'ipocrisia ancor più grave in tempi di pandemia, di cui non vogliamo essere complici. Ecco perché dedichiamo questo numero al tema del commercio di armamenti e delle nostre responsabilità.

Cara Lucia, penso che l’enciclica Fratelli tutti sia una boccata di ossigeno, uno spiraglio di luce, con orientamenti e proposte concrete. Nel capitolo quinto, si auspica di rafforzare e riformare le istituzioni internazionali, come l’ONU, che va sostenuta e riformata, in modo che diventi realmente una “famiglia di nazioni”. Creiamo gruppi per studiare insieme l’enciclica. Seminiamo, lanciamo processi, facciamo nascere qualcosa di nuovo, smuoviamo le acque… e poi, preghiamoci su. La preghiera, che è ascolto e incontro con il Signore, è come il timone che guida il cammino. Ci rende forti nelle difficoltà e fiduciosi. Evita che diventiamo superficiali, e inquieti. L’inquieto vuole subito tutto, vuole le cose prima ancora di chiederle. La preghiera fa sì che Lui ci guidi e che noi mettiamo la nostra vita nelle sue mani, nonostante gli scarsi risultati, le prove e i conflitti. Chiediamo a Lui che sostenga il nostro impegno affinché, uniti (tra di noi e con Lui) seminiamo e avviamo processi, che daranno frutto, in vista di un futuro di pace per l’umanità.



Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito