Luca Attanasio, ambasciatore speciale
Diplomatico eccellente, bravo e moderno, veloce, intelligente, sveglio, sempre vicino agli ultimi; capace di cogliere la positività di ogni persona; costruttore di ponti; uomo di pace; vero credente e fervente cattolico; sensibile verso i poveri e attento agli ultimi; uomo di grande umiltà; persona squisita, semplice e accogliente; fratello con spirito di dedizione e di servizio; con la cooperazione allo sviluppo nel sangue; fiducioso nell’umanità; fedele ai proprio valori fino all’ultimo; cittadino esemplare; sposo felice e padre orgoglioso; persona eccezionale, molto alla mano… Ecco alcuni epiteti con i quali la stampa, gli amici, i confratelli saveriani, hanno saputo descrivere Luca Attanasio.
La sua frase più ricorrente sulla stampa odierna, per dare anche la parola all’Ambasciatore: “Tutto ciò che noi in Italia diamo per scontato non lo è in Congo dove purtroppo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il ruolo dell’Ambasciatore è innanzi tutto quello di stare vicino agli italiani ma anche di contribuire per il raggiungimento della pace".
L’espressione della moglie Zakia Seddiki, mostra l’affiatamento di questa coppia nei confronti dei più deboli: “Non si può essere ciechi davanti a situazioni difficili che hanno come protagonisti i bambini. È necessario agire per dare loro un futuro migliore. Cerchiamo nel nostro piccolo di ridisegnare il mondo”.
“Sabato 21 febbraio 2021, l’ambasciatore era venuto a trovarci e avevamo potuto fare un breve incontro con lui e con gli italiani presenti nella città di Bukavu. Era molto contento del fatto di aver avuto il consenso dal governo congolese per l’adozione di bambini soli e abbandonati. Fino ad ora l’Italia è il solo paese che è riuscito ad avere questo consenso. Aveva poi promesso la nomina di un console a Goma, in modo da poter espletare le pratiche burocratiche per gli italiani che si trovano all’Est del Congo senza andare a Kinshasa, a 2000 km ad ovest. Ha parlato poi di alcuni progetti umanitari in favore soprattutto dei bambini congolesi nutriti con l’aiuto del Pam (Programma alimentare mondiale). L’ambasciatore era molto affezionato ai missionari. Era venuto diverse volte, anche con sua moglie. Aiutava molto quei progetti che si interessavano soprattutto del recupero dei bambini abbandonati chiamati qui “bambini di strada”. Anche la moglie era molto impegnata nel recupero di questi bambini e bambine e aveva fondato l’organizzazione Mamma Sofia. La sera abbiamo cenato insieme ed era ripartito per Goma domenica mattina dopo la messa. Siamo molto tristi per questo assassinio, desolati per il dolore della sua famiglia” (p. Giannu Magnaguagno, sx).
Quando oggi sono tornato a casa (la Casa regionale dei Missionari Saveriani a Bukavu), alle due del pomeriggio dopo la mattinata trascorsa tra i bambini del nostro Centro Tupendane a Kadutu, mi è stata comunicata la notizia dell'uccisione a Goma del nostro Ambasciatore Luca Attanasio. Una notizia sconcertante che mi ha profondamente rattristato. Per noi era veramente una persona meravigliosa, molto sensibile e molto impegnata che apprezzavamo tantissimo.
Sabato 20 febbraio era arrivato nel tardo pomeriggio nella nostra Casa Regionale dove era programmato un incontro con gli italiani residenti a Bukavu, quasi tutti missionari. E' stato un bell'incontro molto cordiale e interessante nel quale, come al solito, era emersa la sua attitudine di "vicinanza" per tutti noi e la sua grande sensibilità umana.
Ha cenato e trascorso la notte qui in casa nostra dove si sentiva totalmente a suo agio e domenica mattina, prima di proseguire il suo viaggio per Goma ha partecipato alla santa Messa nella nostra cappella.
La dinamica di questo tragico avvenimento non è ancora del tutto chiara. Ma questa notizia così inattesa ci ha sconvolto e rattristato tutti.
Questo giovane ambasciatore si era distinto per la sua grande sensibilità umana e il suo attivismo umanitario. Durante la visita effettuata l’anno scorso qui a Bukavu era venuto con la moglie a visitare il nostro Centro di Assistenza dei bambini vulnerabili a Kadutu. Era rimasto molto colpito e ci aveva manifestato una grande simpatia. Sabato scorso al suo arrivo, appena mi ha visto, mi ha salutato con grande benevolenza e mi ha chiesto dei nostri bambini. Anche lui era padre affettuoso di tre graziosissime bambine.
Al di là del grande rammarico che proviamo per la sua scomparsa, ci rimarrà un ricordo meraviglioso di questo Ambasciatore "speciale", uomo luminoso, entusiasta e attivo che nel suo ruolo diplomatico, oltre a distinguersi per una reale vicinanza a noi italiani, operava anche con sincero impegno per il bene del Congo e dei Congolesi (p. Giovanni Querzani, sx).
Contribuirà il sacrificio di queste vittime a far luce su questa terra oscurata da abusi, violenze e terrore? L’uccisione del diplomatico italiano è solo la punta dell’iceberg di una tragedia immane, che oramai si consuma ogni giorno in quell’area del paese. Negli ultimi 20 anni sono milioni le persone che hanno perso la vita nei paesi dei Grandi Laghi. Da qui l’esigenza di aprire un’inchiesta internazionale indipendente che chiarisca le ragioni non solo del barbaro assassinio dell’ambasciatore italiano e della sua scorta, ma anche della guerra infinita che ha già mietuto milioni di vittime, per la quale bisogna trovare una soluzione multilaterale tra tutti i paesi dei Grandi Laghi.







