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Le relazioni che redigo assomigliano più a bollettini di guerra che liste di attività pastorali svolte. Ieri il battaglione anti-sommossa della polizia militare (i carabinieri di qui), mandati da un giudice federale, su richiesta del governo della Stato del Mato Grosso do Sul (Brasile), ha fucilato un giovane Guaraní Kaiowa e ferito gravemente due donne. Oggi i morti, pare, siano due. Pare, perché, come ieri, la PM ha occultato i cadaveri per evitare che l’Istituto Medico Legale realizzi le perizie. Il villaggio Nhanderú Marangatú era stato visitato dalla commissione: Pubblico Ministero federale, 3 sottosegretari di 3 ministeri, 8 giornalisti, 3 avvocati difensori pubblici, rappresentanti della commissione dei diritti umani della camera dei deputati, Paulo Vannuchi (ex ministro di Lula), il deputato Tadeo Veneri e rappresentanti di diverse Ong, che io avevo accompagnato in due villaggi, qui nel Paraná. La visita al villaggio Nhanderú è avvenuta venerdì scorso, un giorno dopo che lo stesso era stato assaltato dalla PM, causando il ferimento di 7 Guaraní.
Nonostante la presenza dello Stato, i latifondisti non si sono intimiditi e, forti dell’ossessiva presenza della PM, induce gli organi dello stato del Mato Grosso do Sul alla brutale e disumana aggressione. È una violenza genocida!



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