La città si-cura / Uscire dal labirinto delle paure
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DOSSIER DELLA RIVISTA "MISSIONEOGGI" MARZO - APRILE 2019
LA CITTÀ SI-CURA / USCIRE DAL LABIRINTO DELLE PAURE - A cura di Mimmo Cortese e Anna Scalori.
Separazioni, muri e confini: la sicurezza oggi viene contrabbandata con questa ricetta, eludendo sia la complessità dei fenomeni, sia la fatica del cambiamento, necessario e inevitabile, di per sé faticoso e fonte d’incertezza. Se la cultura e la razionalità retrocedono, il loro posto viene preso dalla visceralità, superficialità e ignoranza. Quando si presenta un problema, è inevitabile comprenderlo, ricercarne le possibili soluzioni, non rimuoverlo o lanciarlo oltre confine, come invece propone il Decreto Sicurezza del governo Conte.
Come sappiamo bene, i problemi di solito vanno affrontati, solo gli ostacoli si rimuovono.
L’indirizzo dell’attuale governo italiano sembra invece prendere lucciole per lanterne: rimuove piuttosto di risolvere. Su questa direzione si è, purtroppo, mobilitata molta rappresentanza politica in questi ultimi anni. Una scelta politica precisa, populista, che mina le basi della democrazia: dare risposte all’ansia, all’affanno, al senso di perdita e precarietà che ha investito gran parte delle società occidentali nell’ultimo decennio.
Offrire rimedi miracolosi, definiti e definitivi, a problemi presunti o reali. Togliere di mezzo ciò che potrebbe causarci difficoltà, provocare ulteriore dolore; eliminarlo, cancellarlo. Il valore simbolico di questa scelta è indubbio, la forza della “rassicurazione” potente. Ma il respiro democratico è corto: i danni promettono di essere profondi e duraturi, i rapporti tra le persone avvelenati, le soluzioni più distanti.





