Quindici giorni insieme a Molveno (17-31 agosto ’22)
Il 17 agosto arriviamo in 19 nella casa di Molveno per un soggiorno di quindici giorni e veniamo da varie parti d’Italia: Vicenza, Milano, Brescia, Padova, Udine. Anche l’età è diversa: il più giovane ha 22 anni e il più anziano 84. Nella diversità ben presto troviamo il modo di vivere insieme. Sono presenti P. Sergio, come animatore, P. Tommaso, P. Giuseppe, fratel Gigi e per alcuni giorni anche P. Gianni Brentegani, redattore di Missionari Saveriani. Arricchiscono il gruppo, in tempi diversi, sei coppie di sposi, che mirabilmente sono unite nel servizio e impegno per le missioni. Quasi tutti si conoscono e sono pochi quelli che si incontrano per la prima volta. Ma tutti sono volontari nelle nostre case saveriane d’Italia: collaboratori per qualche servizio nell’orto, nella portineria, nella contabilità, nell’animazione… Hanno una storia lunga nella loro vita di conoscenze di missionari e anche di viaggi nei vari paesi.
Per il nostro soggiorno e per vivere insieme in amicizia ci sono alcune iniziative libere di preghiera, di lavori utili, di escursioni sui monti… Alcuni momenti del mattino e della sera sono riservati alla celebrazione dell’Eucaristia, alle lodi e ai vesperi. “Qui mi ritrovo bene. Per me è come un periodo di esercizi spirituali”, dice Giancarlo Pelizzari, che è uno dei più fedeli agli appuntamenti di Molveno. E tutti esperimentano quanto è utile nella stanchezza nella vita quotidiana avere un tempo libero di riposo, di silenzio, di preghiera, di vicinanza con la natura e di amicizia con altre persone.
Gigi, il fratello saveriano venuto da Roma, coordina l’attività in cucina. Ogni giorno c’è una sorpresa. Le signore Lorella, Nella, Simonetta, Luciana, Sandra… gli danno una mano e aggiungono la loro esperienza, tanto che a tavola ci si deve preoccupare per l’aumento di peso. Stupisce poi il signor Guido e tutti i bravi mariti nel collaborare per lavare i piatti, asciugare, riordinare, spazzare… Alla sera, dopo la cena, è spontaneo passare un po’ di tempo per raccontarsi con l’immancabile bicchierino di sambuca o acqua di vite. Per allietare una serata, p. Tommaso ha portato oggetti-regalo da distribuire con il gioco della tombola,
Per l’attività sportiva, i più anziani si limitano al giro del laghetto che si trova alle appendici del grande bacino; i più vigorosi fanno il giro del lago in due ore con passo veloce o in tre ore con passo contemplativo; i supersportivi (i due Giancarlo e Guido) salgono sull’Altissimo, alto più di 2000 metri, in una bellissima giornata di agosto. È difficile descrivere panorami, sentimenti, entusiasmi, riflessioni suscitati dalla bellezza delle montagne e dall’esperienza di amicizia, ma certamente i quindici giorni sono un impulso per un nuovo anno e per un rinnovato impegno.
Abbiamo avuto numerose visite: Ottavio Framarin con moglie e due figli; Luigi, figlio di Giancarlo e Lorella; Umberto con la moglie, in una possente motocicletta; tre amici di Francesco, il più giovane del gruppo e il figlio di Gaetano; Mons. Natalio Paganellii sx, amministratore apostolico della diocesi Makeni, in Sierra Leone; Stefano con consorte, già studente di teologia a Parma e da vent’anni in Inghilterra; da ultimo è nostro ospite don Giovanni, anziano parroco di Andalo, che per molti anni ha ospitato i missionari di Vicenza nella sua comunità.


PADRE PIETRO UCCELLI
La fama di santità lo accompagnò per tutto il resto della vita, anima semplice e di carattere allegro, era innocente e limpido, rimanendo così fino alla morte, avvenuta il 29 ottobre 1954 nella casa dei Missionari Saveriani a Vicenza, dove le spoglie sono conservate nella chiesetta attinente alla casa stessa di Vicenza.






