6 gennaio 2017. Stamattina all'alba, terminata la santa messa, mentre guadagnavo l’uscita , ho intravisto seduto per terra, una persona tutta infreddolita che mendicava. Era nuova, e non l’avevo mai vista. L’ho guardata per cercare di capire la sua età, ma più mi interessavo a questa cosa e più abbassava la testa sotto il cappello che sovrastava quello sotto di lana. Che era tutta infreddolita, lo si evidenziava dalle sue mani bluastre dovuto all' intenso freddo di stamattina.
Gli porgo la mano per presentarmi ma non risponde al mio invito. “Come ti chiami?” gli ho chiesto sottovoce…. nello stesso tempo alcuni dello stesso suo tenore di vita cercavano di partecipare al mio timido approccio con lo sconosciuto. “Non lo sappiamo! non lo dice a nessuno!” Ha replicato con aria scocciata un suo “rivale”.
Allora mi sono piegato di più cercando di scorgere meglio la sua fisionomia… ma lui si chiudeva sempre di più con la testa tra le sue spalle smagrite per non essere riconosciuto. Decido quindi di lasciarlo così com’era nell’angolo del grosso portone della Chiesa. Un po’ distante ad una ventina di metri, c’è un bar e quindi decido di prendergli qualcosa di caldo. Torno con cappuccino e cornetto fumanti e mi ripresento dallo sconosciuto il quale attratto dall’intenso odore della bevanda calda alza la sua mano tremante e accetta la piccola colazione.
“Come ti chiami?” gli richiedo, “ritornando alla carica”…. questa volta con una speranza in più di guadagnare una risposta! “Raffaele! “ risponde con una voce stanca e sommessa dagli stenti. “Dove Abiti?” vengo da Torre del Greco!! Sentito la sua difficile storia di povero sventurato mi offro per portalo a casa in macchina. Lui rifiuta, giustificandosi che si trova a Salerno con il suo sgangherato motorino e che non ha ancora guadagnato a sufficienza per poter fare la spesa e portarla a casa dove aspettano tre figli piccoli. “Tua moglie lavora? “ gli chiedo…”si due volte a settimana lava le scale di un condominio a Torre!” risponde.
Allora decido di lasciarlo sul posto almeno per la santa messa delle ore 10.00. Nel frattempo a casa cerco di contattare il parroco della chiesa di cui fa parte, il quale appena sentito il suo nome mi conferma di avere a che fare con un povero sventurato. “ Aiutatelo se potete!” . Dopo la conversazione col parroco, mi reco davanti alla mia parrocchia…..ma ahimè Raffaele non c’è…. Ma dove sarà andato? Cerco in mille modi di rintracciarlo ma non ci riesco. Dopo una mattinata, qualcuno mi informa di averlo visto su un ciclomotore molto vecchio che andava verso il lungomare.
Ritelefono al suo parroco per cercare di avere il suo indirizzo… ma il parroco non sa dove abita. Torno a casa, organizzo una rapida e piccola raccolta di fondi con qualche amico generoso…che fortunatamente non sono pochi! Carico in macchina un po’ di buste del supermercato cariche di viveri. Arrivati a Torre del Greco, con mia moglie Emilia, non sapendo dove andare, mi reco al Comando dei Carabinieri per cercare di rintracciarlo….Il maresciallo mette a disposizione tutte le sue capacità di aiuto. Troviamo l’indirizzo di Raffaele. Non vi dico la gioia che ci arriva alle stelle!! Ci inoltriamo in vicolo di uno dei bassi del quartiere adiacente al corso e dopo qualche informazione arriviamo ad un piano terra in una specie di casa composta da un solo vano. Non c’è campanello… bussiamo picchiando sul vetro della porta, ci apre una bambina sui sette otto anni in compagnia del suo fratellino di circa undici anni. Il terzo bambino di solo due anni, lo sta curando una signora della casa di fronte, in assenza della madre che torni.
…Quest'ultima si trova a due isolati più avanti è andata a lavare le scale! Una vicina di casa saputo della nostra visita si precipita ad avvisare la moglie di Raffaele che torna tutta ansiosa e incuriosita della nostra inaspettata visita. Ci fa accomodare, e mentre lei racconta in maniera grossolana come vivono la giornata, quello che ci colpisce di più in tutta quella povertà è la semplicità con cui accolgono gli imprevisti della loro stentata vita. "Raffaele, mio marito", confessa la signora, “ avrebbe bisogno che di qualche centinaia di euro per acquistare un po’ di mercerie da poter vendere al mercato, perché non riesce a guadagnare sufficientemente elemosinando davanti alle chiese” … “Ci sono troppe persone più bisognose di noi..... c'è troppa concorrenza” - aggiunge con un'aria innocente – Ci sono purtroppo anche persone che lo fanno proprio per mestiere, e ne approfittano!
Io e mia moglie a questa sua dichiarazione restiamo sconvolti e nello stesso tempo edificati. Lasciamo così, quelle buste del supermercato con pelati, cioccolato, riso, pasta e qualche piccola somma che abbiamo raccolto grazie agli amici e conoscenti. Intanto ritorniamo a Salerno ripromettendoci, di ritornare da Raffaele per potergli dare la possibilità di acquistare la mercanzia da rivendere al mercato. C'è poco da dire...per noi è stata una BEFANA MOLTO SPECIALE!!







