In tempi di Pandemia. Lettera della DG
[dal sito della Direzione generale] *
Carissimi confratelli,
la situazione drammatica che si sta vivendo in varie nazioni a causa della pandemia del coronavirus, ci spinge a scrivere queste poche righe come segno di vicinanza e solidarietà a tutti e a ciascuno. Siamo in contatto con le varie comunità e cerchiamo di seguire da vicino il corso degli eventi, con particolare attenzione alla casa madre e alle comunità con anziani. Fino ad ora, la comunità della casa generalizia sta bene, grazie a Dio. Stiamo seguendo tutti i protocolli disposti dalle istituzioni, a partire dal primo comandamento detto e ripetuto milioni di volte in tutte le lingue, in queste settimane: “state a casa!”. Anche noi abbiamo dovuto “ristrutturare” alcuni aspetti della nostra vita comunitaria e delle nostre relazioni. Per nostra maggior sicurezza, e per quella degli altri, evitiamo contatti con l’esterno.
Ciò che sta succedendo non risparmia “nessuno”: infatti molte nazioni - europee e non – sono state o son travolte, colpite o solo sfiorate da questa pandemia, fino a raggiungere in alcuni casi situazioni realmente tragiche e dolorose. Le istituzioni sanitarie rischiano il collasso, a causa del grande numero di malati.
Quando succedono queste cose (epidemie, terremoti, stragi e massacri per cause politiche…) in “altri” paesi, le sentiamo molto lontane, come problema degli “altri”, rischiando di dare – persino alle malattie e alle tragedie – una definizione etnica. Ciò che sta succedendo oggi dovrebbe far crescere invece in noi la consapevolezza che il mondo, l’universo è una casa comune.







