Vivere la Missione è vivere la gratuità dell'amore
Lettera da Bongor, Ciad - Vivere la giornata missionaria mondiale vuol dire vivere la gratuità dell’amore.
Qui in Ciad purtroppo, in nome del dio denaro i diritti dei cittadini sono calpestati ogni giorno. A Bongor è facile trovare la benzina, il problema è il prezzo. L’unica stazione di servizio funziona due ore al giorno ed 1 litro costa 1€ e 10. Nei punti vendita clandestini, aperti H24, costa 50 centesimi in più al litro. La benzina è la stessa perché la notte la stazione riapre per i clandestini.
Stamattina mi sono messo in coda alle 8 per essere servito alle 10. Nel frattempo gli inservienti (non i padroni) mi hanno invitato all’ombra e mi hanno offerto brodo di carne con tanto di zampe di bue. Ci siamo seduti a mangiare. Alle 10 ho benedetto la moltitudine di moto-taxisti in coda ed infine mi hanno servito. Per la ‘gente normale’ la benzina è razionata (massimo 3 litri), per me che sono prete, ho goduto del privilegio del pieno.
Vivere la giornata missionaria mondiale è imparare il vangelo dai poveri. In prigione leggendo il vangelo ci siamo chiesti: Dove si trova l’immagine di Dio?
Gesù afferma che si trova nel volto dell’uomo, di ogni uomo. Chiedo ai prigionieri: “i cristiani portano in sé l’immagine di Dio?” “Sì”. “I musulmani” “Sì”. “I banditi?” silenzio. 5 mani si alzano per il no e gli altri 75 tacciono.
In Camerun i ragazzi di strada, sono bambini orfani dagli 8 ai 13 anni che vivono di espedienti, spesso rubano, si drogano per non sentire la fame. Un giorno uno di loro muore davanti al cancello della cattedrale della capitale Yaounde. I compagni si danno da fare per informare il capo della polizia, i vigili del fuoco, il parroco ed infine gli astanti ma nessuno è in grado di occuparsi del corpo per la sepoltura. Come in un rito liturgico, i compagni del poveretto ne raccolgono il cadavere accedono al cortile della cattedrale e penetrano all’interno della chiesa, infine depongono il corpo sull’altare illibato. È stato il loro modo di rendere a “Dio ciò che gli apparteneva”.
Vivere la giornata missionaria mondiale è vivere il miracolo della moltiplicazione dei pani.
Quest’anno la Provvidenza ha messo a nostra disposizione un fondo per iscrivere i bambini poveri, figli dei ciechi o altri orfani della città o dei villaggi. Grazie all’aiuto di diversi fedeli e alla presenza di una scuola elementare ed una superiore in parrocchia siamo riusciti ad iscriverne una 15ina. I parrocchiani hanno poi provveduto a raccogliere fondi per distribuire quaderni e biro ai più bisognosi.
Vivere la giornata missionaria mondiale è credere che Dio è vita.
Dieci giorni fa sono andato all’ospedale per un’unzione di una malata grave. Nello stesso reparto di terapia intensiva c’era una bambina di 6 anni talmente malconcia che era difficile guardarla in volto. Era stata investita da una moto ed aveva rotto la gamba destra in due punti ed il ginocchio sinistro. Il volto era tumefatto dalla botta sull’asfalto. Aveva le convulsioni perché il corpo lottava per la vita. Due giorni dopo sono tornato a trovarla, in verità volevo battezzarla, ma lei stava già meglio. La vita aveva vinto sulla morte. Le ho imposto le mani ed ha aperto gli occhi, i famigliari le hanno detto che ero lì e che avevo pregato per lei.
Missione è amore, scuola, condivisione e vita. Questa è l’immagine di Dio che ho visto qui in Ciad, nei ragazzi di strada, nei prigionieri e nella bambina miracolata dopo un terribile incidente e che desidero testimoniare.
Vivere la giornata missionaria mondiale è dire grazie a te che leggi questo scritto.
Se sono qui è grazie a te che hai creduto in me, che mi leggi, sostieni, preghi, incoraggi. Che il Signore ci conservi nell’unità affinché ognuno possa compiere al meglio la missione che gli è affidata, in Ciad, in Italia, in Francia.
Carlo Salvadori sx
carlo.salvadori.saveriani@gmail.com

I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






