RD Congo: “Un popolo costretto a fuggire”
C’è una tragedia umanitaria che coinvolge milioni di persone, che dura da decenni e che continua a consumarsi lontano dai riflettori internazionali. È la crisi degli sfollamenti nella Repubblica Democratica del Congo (RDC).
Oggi la RDC rappresenta una delle più gravi emergenze umanitarie del pianeta e, secondo il più recente rapporto del Norwegian Refugee Council (NRC), occupa il secondo posto nella classifica mondiale delle crisi di sfollamento più trascurate del 2025.
Le radici della crisi affondano in quasi trent’anni di conflitti armati.
Dalla metà degli anni Novanta, soprattutto nelle province orientali del Nord Kivu, Sud Kivu e Ituri, centinaia di gruppi armati combattono per il controllo del territorio, delle miniere e delle rotte commerciali. Oltre 200 milizie e gruppi armati operano ancora oggi nella RDC, alimentando un ciclo continuo di violenze contro la stremata popolazione civile. Nel 2025 la situazione è precipitata ulteriormente. Gli scontri si sono intensificati nell’est del Paese, costringendo intere comunità a spostarsi più volte nel corso dello stesso anno.
Secondo il Norwegian Refugee Council, nel solo 2025 sono stati registrati quasi 10 milioni di movimenti di sfollamento legati al conflitto, una delle cifre più elevate al mondo. Dietro questi dati ci sono persone che vivono in campi sovraffollati, in rifugi di fortuna o presso famiglie già vulnerabili, spesso senza accesso regolare a cibo, acqua potabile, cure mediche o istruzione.
Eppure, nonostante la vastità della crisi, l’attenzione internazionale resta minima.
La questione dei finanziamenti è particolarmente allarmante. Nel 2025 il piano umanitario per la Repubblica Democratica del Congo ha ricevuto appena il 27% delle risorse richieste, il livello più basso registrato nell’ultimo decennio.
Particolarmente vulnerabili sono i bambini. Molti crescono senza accesso all’istruzione, esposti a malnutrizione, malattie e reclutamento forzato da parte dei gruppi armati. Intere generazioni rischiano di vedere compromesso il proprio futuro. Quando una famiglia è costretta a fuggire più volte, la scuola diventa spesso un lusso irraggiungibile e la povertà si trasmette da una generazione all’altra.
(fonte: Direzione Generale SX, Roma)
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






