Mediazioni Qatar e USA per accordi RDCongo e Ruanda
(fonte: Rete Pace per il Congo, "Congo Attualità" n.509)
INDICE:
- 1. A DOHA, LA MEDIAZIONE DEL QATAR HA PROPOSTO UNA BOZZA DI ACCORDO DI PACE TRA IL GOVERNO CONGOLESE E IL GRUPPO ARMATO AFC/M23
2. A WASHINGTON, CON LA MEDIAZIONE DEGLI STATI UNITI, È STATO FIRMATO UN TESTO PREPARATORIO DI UN ACCORDO DI PACE TRA LA RDC E IL RUANDA- a. Un oscuro accordo minerario per un fallace accordo di pace tra la RDC e il Ruanda
b. Presentata una seconda bozza di accordo di pace tra la RDC e il Ruanda
c. Firmato un documento preparatorio per un accordo di pace tra la RDC e il Ruanda
d. Alcune reazioni
- a. Un oscuro accordo minerario per un fallace accordo di pace tra la RDC e il Ruanda
1. A DOHA, LA MEDIAZIONE DEL QATAR HA PROPOSTO UNA BOZZA DI ACCORDO DI PACE TRA IL GOVERNO CONGOLESE E IL GRUPPO ARMATO AFC/M23
Il 4 maggio, a Doha (Qatar), sono ripresi i colloqui di pace tra il governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) e il gruppo armato Alleanza Fiume Congo / Movimento del 23 marzo (AFC/M23), con la mediazione delle autorità dello stesso Qatar e due settimane dopo la firma di una loro dichiarazione congiunta, in cui entrambe le parti avevano annunciato la loro disponibilità a “lavorare per la conclusione di una tregua”, in vista di un cessate il fuoco effettivo. Questa nuova serie di incontri colloqui rappresenta ancora una fase preliminare con l’obiettivo di porre le basi per futuri negoziati.
Vale la pena ricordare qui alcuni gesti concreti di fiducia compiuti da entrambe le parti in conflitto, per far progredire il processo di pace. Tra questi gesti, si possono citare: il ritiro delle truppe dell’M23 da Walikale, la pubblicazione della dichiarazione congiunta firmata dal governo congolese e dall’AFC-M23, l’autorizzazione per il ritiro delle truppe della SADC da Goma e l’accordo per il trasferimento, da Goma a Kinshasa, degli ufficiali dell’esercito e della polizia che erano sotto la protezione della MONUSCO a Goma. Già in corso di realizzazione, queste iniziative continueranno anche nel mese di giugno.
Il 19 maggio, in un memorandum indirizzato alle due delegazioni (Governo – AFC/M23) che partecipano ai negoziati di Doha (Qatar), la Società Civile del Sud Kivu ha constatato che, per quanto riguarda la sicurezza, le province dell’Ituri, del Nord Kivu, del Sud Kivu, del Maniema e del Tanganica stanno vivendo una recrudescenza della violenza: massacri, omicidi mirati, rapine, sequestri di persone, stupri, saccheggio delle risorse naturali e massicci spostamenti di popolazione causati dall’attivismo dei gruppi armati.
Secondo la Società Civile del Sud Kivu, l’occupazione di Goma e di Bukavu da parte dell’AFC-M23 ha rivelato non solo le interazioni in materia di sicurezza regionale, ma anche le cause profonde del conflitto, spesso trascurate in diversi precedenti accordi di pace, spesso firmati frettolosamente, senza affrontare le cause profonde dei conflitti: questioni economiche regionali (minerarie), la persistenza dei gruppi armati, la questione dell’identità – nazionalità, il non completamento delle riforme essenziali, tra cui la riforma del settore della sicurezza e della giustizia, la riforma agraria, la riforma della territorialità e la ingiusta / disuguale distribuzione delle risorse nazionali, da un lato tra Kinshasa e le province e, dall’altro, tra queste ultime e le Entità Territoriali Decentrate (ETD) di base, ciò che fa apparire Kinshasa come un centro di consumo delle ricchezze nazionali, senza alcuna contropartita per le province e le ETD, attraverso una pratica incostituzionale, la retrocessione, in violazione dell’articolo 175 che stabilisce invece la ritenuta del 40% alla fonte.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.




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