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“VIVERE PER-DONO” / UNO SPETTACOLO CHE MI HA COLPITO

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Tra le iniziative culturali di “Missione Oggi”, c’è la proposta di spettacoli teatrali denominata “Teatro dell’anima”. Lo spettacolo più replicato finora è stato “Vivere per-dono / Olga, Lucia, Bernardetta”, che racconta la vicenda delle tre saveriane uccise in Burundi nel 2014: Olga Raschietti, di Montecchio Maggiore; Lucia Pulici, di Desio; Bernardetta Boggian, di Ospedaletto Euganeo. Lo spettacolo è andato in scena per la tredicesima volta il 26 marzo 2026 nel teatro Lolek dell’Oratorio di Rezzato (BS). E ha suscitato reazioni come questa, che condividiamo con i nostri lettori e lettrici. Si tratta di una chat a p. Walter Taini, saveriano originario di Rezzato e membro della comunità dei Saveriani di Brescia, che ha molto voluto lo spettacolo al suo paese. Pubblichiamo volentieri anche la lettera di Agostino Rota Martir, già missionario saveriano, cappellano del Campo Nomadi di Coltano (Pi), sulla Via Crucis a Camp Darby. 

“VIVERE PER-DONO” / UNO SPETTACOLO CHE MI HA COLPITO

DON GIANPAOLO GOFFI
VICARIO PARROCCHIALE
REZZATO, 26 MARZO 2026

Non so quando leggerai questo messaggio, ma desidero scrivertelo a caldo per non dimenticare niente (anche se cerco di essere breve).

Anzitutto, grazie per aver aperto la porta a questa serata ed esserti dato da fare nonostante i tempi (possiamo dire biblici). Uno spettacolo che mi ha colpito, perché aldilà delle scelte missionarie concrete fatte da loro [le tre sorelle saveriane: ndr] è stato messo in evidenza il cammino spirituale, il rapporto con Dio, di chi sceglie d’essere missionario/a. Tante volte vediamo il/la missionario/a per quello che fa’, meno per quello che è interiormente. Lo spettacolo è stato fonte di riflessione anche per noi preti quando affrontiamo il problema del ruolo fra noi e i laici. Molto bello anche lo stare sotto la croce di Bernardetta che mi fa pensare al mio essere prete […]. Mi sembra di avere colto l’abbinamento dell’immagine delle iene con il momento degli assassini e mi sono chiesto, da come si sono presentate le suore: “Anche loro avranno visto i loro assassini come belve?”. Da ultimo, i testi sono davvero molto belli anche perché danno l’idea di quello che erano le suore, e non solo di quello che facevano. Testi proposti dagli attori (attrici) molto bene: veri/e attori/attrici molto bravi/e. Noi, purtroppo abituati a quelli/e della televisione, ne vediamo e sentiamo pochi/e così bravi/e. Ho capito che sarebbe utile andare qualche volta a teatro (senza andare alla Scala di Milano). In sintesi, grazie.

VIA CRUCIS A CAMP DARBY

AGOSTINO ROTA MARTIR
CAPPELLANO DEL CAMPO NOMADI
COLTANO (PI), 18 APRILE 2026

Il 25 marzo, noi del gruppo “Cristiani No Base a Coltano”, abbiamo proposto la Via Crucis “Passi della Croce, passi di Pace”, attorno ai recinti della base americana di Camp Darby, uno dei maggiori depositi di armi in Europa, gestito dagli Usa. In questi anni sono cresciuti il movimento di armi e la militarizzazione del territorio. Armi che circolano via mare (porto di Livorno), via aerea (aeroporto di Pisa) e ferroviaria. Il gruppo, circa 2 mesi fa, è stato protagonista di un’azione nonviolenta, bloccando il passaggio alla stazione di Pisa di un convoglio di 32 vagoni carichi di armi e mezzi blindati. Anche i portuali di Livorno e Piombino si sono rifiutati diverse volte di scaricare armi da navi americane. L’attenzione al riguardo sul nostro territorio è alta. Con la Via Crucis abbiamo attraversato i binari su cui viaggia la morte e camminato lungo il canale dei Navicelli, sempre più via d’acqua per il trasporto di materiale bellico. Abbiamo poi raggiunto i recinti della base americana. A ogni stazione abbiamo riflettuto sulla passione di Gesù e ascoltato testimonianze di persone che lottano contro le discriminazioni, di madri che hanno smarrito un loro figlio nell’attraversata del Mediterraneo, di genitori che hanno perso i figli a Gaza, in Israele, in Ucraina, di volontari che accolgono i migranti lungo i confini degli Stati, dello scaricatore del porto di Livorno che si rifiuta di scaricare armi.



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