VERSO UNA TESORERIA ETICA E DISARMATA
L’idea ha cominciato a prender forma a Pavia nel 2003.
Nei bandi di gara per la tesoreria, l’ente locale attribuisce un punteggio positivo a quelle banche che si distinguono per “non aver effettuato” operazioni di appoggio al commercio delle armi. Pur trattandosi solo di una voce - che nel caso specifico del Comune di Pavia contribuiva per soli tre punti su un totale di 100 - l’idea si distingueva per due motivi: introduceva un ulteriore criterio etico nella scelta dell’Istituto di credito a cui affidare il servizio e, soprattutto, aggiungeva un nuovo attore alla pressione che da tre anni la Campagna “banche armate” stava facendo agli Istituti di credito in materia di trasparenza sul finanziamento e l’appoggio al commercio delle armi.
Un'idea semplice e - visti i primi risultati – forse…
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