Osservazioni sulla Fatiha e il Padre Nostro
Mi permetto di fare alcune osservazioni a proposito delle "similitudini" tra il Padre Nostro e la Fatiha, in Missione Oggi, Marzo 2007.
In retorica, la similitudine è una figura semantica che consiste nell'accostare due termini sulla base di un rapporto di somiglianza, per lo più espresso da come, simile a... È interessante considerare le differenze di traduzione del testo attualmente circolanti in italiano.
Confrontando i due testi sembrerebbe che trovare delle similitudini sia quasi una forzatura.
Si tenga anche conto che al versetto 7 "quelli che errano" sono i cristiani. Gli sviati, coloro che errando si sono smarriti... numerosi hadith autentici dell'inviato di Dio (Muhammad) ci informano che il soggetto di questa allocuzione sono i cristiani. Si veda il testo di Ibn Abbas che commentò la Fatiha correlandola con la parte iniziale: «... non la via dei cristiani che Dio ha allontanato a causa dei discorsi sconsiderati che hanno tenuto su di Lui». At Tirmidhi da Adi ibn Hatim: l'inviato di Dio (Muhammad) disse: «'Coloro che ... nella Tua ira' sono i giudei e ‘coloro che... sono sviati' sono i cristiani». In Ahmad ibn Hambal: «Un tale chiese all'inviato di Dio (Muhammad): "O inviato di Dio, chi sono ‘coloro che [sono incorsi] nella Tua ira?" Rispose: "I giudei" "E chi sono ‘gli sviati'?" Rispose: "I cristiani" » (fonte U.C.O.I.I.).
La Fatiha è l'apertura del Corano. Nella preghiera rituale, la Fatiha viene recitata dopo il takbar (Allahu akbar «Allah è il più grande» non vuol quindi dire "Dio è grande") a cui è succeduta la recitazione della qira'ah («O Dio, a te la gloria e la lode! Benedetto sia il tuo nome ed esaltata la tua maestà: non c'è divinità all'infuori di te.».
- ISKANDAR AL-MUSAFIR, Brescia, Italia.







