Reazioni su "Rwanda 1990-1994, i conti non tornano"
Mi trovo a Nairobi dove sono per la mia sesta volta. Conosco bene Cyprien Bakara, lo ritengo una persona coraggiosa ma fortemente estremista (leggetevi il suo libro e capirete spero). Ho letto con grande rabbia l'articolo "Rwanda 1990-1994 i conti non tornano" di dicembre 2006. Ritengo contro ogni logica fare informazione divulgando messaggi estremisti come quelli che lancia Cyprien. Io lavoro come Cyprien con i rifugiati dei Grandi Laghi (tutti di etnia hutu, vorrei quindi farvi capire come non cerco di prendere le parti dei tutsi). Condanno gli estremismi e il revival etnico che Kagame abbia fatto ammazzare migliaia di persone è una cosa storica che condivido, ma non diciamo che ha organizzato lui il genocidio di 800 mila persone della sua stessa componente sociale.
La mia lettera vuole essere lo sfogo privato di una persona che cerca di sensibilizzare sulla tematica del genocidio (ho fatto due tesi e tra poco pubblicherò con la mia associazione un fumetto) in maniera non stereotipata, estremista e becera così come inventata da Cyprien.
Spero possiate avere più rispetto della storia in futuro.
Buon lavoro, anche se non ho condiviso la pubblicazione dell'articolo, vi stimo per il lavoro che fate.
- Lettera firmata - Nairobi, Kenya.
Vorrei sinceramente ringraziare il dott. Cyprien Bakara per il suo articolo onesto, chiaro ed equilibrato sulla tragedia ruandese dal titolo: "Rwanda 1990-1994 - I conti non tornano" (Dicembre 2006). Non è facile per una persona comune comprendere ciò che è successo nel 1990 e negli anni seguenti fino a oggi. Ho apprezzato molto il paragrafo "Uno strano genocidio", sì, perché la parola genocidio ha deliberatamente confuso tutto il mondo nei diciassette anni passati!!! Se controlliamo sul nostro dizionario la parola "genocidio", vediamo che lo ha descritto molto bene il dott. Cyprien Bakara nel suo paragrafo sul genocidio degli hutu. Ed è ciò che sta succedendo oggi in Rwanda!!
Di nuovo, grazie. Vi suggerisco di tradurre in inglese questo articolo e di divulgarlo.
- SUSAN PHELPS.






