Signor Presidente,
Come comunità cristiane in Africa del Nord, agli avamposti dell’incontro tra fedi e culture in un’area in cui cristiani e musulmani, dopo secoli di violenti scontri, da anni cercano di promuovere la pace e la comprensione tra religioni monoteiste, siamo dolorosamente colpite dal modo con cui vengono proposti attacchi preventivi come strumento delle relazioni internazionali.
Queste politiche misconoscono i faticosi progressi nelle relazioni e nel diritto internazionali, ottenuti attraverso decenni di impegno di uomini e donne, in particolare dopo la seconda guerra mondiale. Noi siamo convinti dell’assoluta necessità di rispettare le procedure richieste nella ricerca della giustizia e della pace e di ottenere la pace con i mezzi di pace. Questo non esclude la necessaria…
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