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LE FERIE / UN TEMPO DI... CRESCITA INTERIORE?

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Le ferie sono normalmente associate al riposo fisico, all’interruzione del trantran quotidiano e allo svago. Ma, oltre a questa associazione immediata e commerciale, le ferie possono anche essere un tempo privilegiato di crescita interiore. In un mondo asfissiato dalla fretta, per eccesso di stimoli e di produttività, fermarsi non è solo un diritto, ma anche una necessità vitale. Ed è giustamente in questa interruzione che si dischiude la possibilità di un incontro più profondo con noi stessi. Durante le ferie, il distacco dagli obblighi quotidiani crea uno spazio raro di silenzio, che, anche se spesso interrotto durante il giorno, è essenziale per poter ascoltare i nostri pensieri e sentimenti. Lontani dalle distrazioni abituali, abbiamo l’opportunità di riflettere sulla nostra vita, rivedere le nostre scelte, riscoprire valori e addirittura dare nuovo significato a esperienze passate. Si tratta di un movimento interiore, difficilmente realizzabile in mezzo al trantran di ogni giorno. Le ferie favoriscono anche la ripresa di dimensioni dimenticate del nostro essere, come leggere un libro con calma, camminare senza fretta, contemplare la natura o semplicemente essere presenti a noi stessi. Tutte pratiche che alimentano l’interiorità. Inoltre, le ferie aiutano a ripristinare la sensibilità, la percezione e la capacità di meravigliarsi con cose semplici. Questo ritorno all’essenziale permette all’individuo in ferie di percepirsi non solo come uno che fa, ma anche come uno che è.

Un altro aspetto importante delle ferie è senz’altro il rafforzamento dell’autonomia interiore. Quando interrompiamo la nostra routine, possiamo scegliere più liberamente come usare il nostro tempo. Una libertà che, se vissuta consciamente, concorre all’autoconoscenza. Domande come “che cosa realmente mi fa bene?” oppure “che cosa dà veramente senso alla mia vita?” guadagnano terreno e rilevanza. Così, le ferie non sono semplicemente un tempo in cui bruciare nuove esperienze, ma un laboratorio di ascolto interiore. Anche le relazioni umane possono ritrovare nuova profondità durante le ferie. Senza la pressione di orari e impegni, possiamo farci più prossimi agli altri, rendendo più significative le nostre conversazioni, irrobustendo i legami e l’empatia. Anche l’incontro con l’altro, quando è più attento e aperto, aiuta la nostra crescita interiore, perché ci fa comprendere meglio le nostre emozioni e i nostri limiti. Tutto questo potenziale nascosto delle ferie non si declina automaticamente, ma grazie alla nostra volontà. Se il tempo libero viene riempito solo con distrazioni superficiali o la riproduzione del ritmo accelerato della nostra quotidianità, possiamo perdere l’opportunità dell’interiorizzazione. Per cui, è fondamentale intervallare il divertimento con momenti di cammino interiore. Infine, le ferie possono essere anche un tempo di reintegrazione, permettendoci di ordinare l’interiore con l’esteriore, il fare con l’essere, l’azione con il senso. Di modo che, riprendendo la nostra routine, possiamo beneficiare non solo del riposo fisico, ma anche di una maggior chiarezza interiore, di una rinnovata sensibilità e una più consapevole presenza nel mondo. Così, più che un semplice intervallo, le ferie diventano un’occasione di crescita umana. Un tempo in cui, diminuendo il ritmo quotidiano, non ci scontriamo con il vuoto, ma con la profondità di noi stessi, cioè con “la sorgente della vita” alla cui “luce vediamo la luce” (Sal 35,10).



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