LA RIBELLIONE DI HONG KONG
Esausta ma non piegata, alla pubblicazione di questo articolo Hong Kong s’interroga sulla violenza che su una scala mai vista la coinvolge dallo scorso giugno, ma anche sulle ragioni della crisi e – forse ancor più dopo il voto del 24 novembre – sulle prospettive. A contrapporsi per oltre cinque mesi nelle piazze, una fazione “localista” maggioritaria, che si alimenta delle contraddizioni della leadership locale e delle pressioni di Pechino, guarda alla conservazione dell’autonomia se non all’indipendenza e accoglie nei suoi due aspetti – filo-democratico e rivendicativo – un’ampia area di malcontento crescente, e una filo-cinese, o quanto meno neutrale, che non si oppone alla teoria di “un paese due sistemi” e privilegia l’integrazione nella Repubblica popolare cinese.
UNA NUOVA LEGGE S…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.
Per scaricare la rivista accedi con le tue credenziali d'accesso o abbonati.







