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L’importanza delle scuole cattoliche in Egitto

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I mesi estivi, compreso il mese di Ramadan, sono stati un periodo di attesa per l’Egitto. Ciò non significa che non sia successo nulla. Si sono tenuti processi, in particolare quello a carico dell’ex presidente Hosni Mubarak, ma questo processo, come altri, è stato rinviato. Vi è stata la parziale vittoria delle forze rivoluzionarie, che sono riuscite, attraverso prolungate proteste, a far trasferire i processi contro i civili dai tribunali militari a quelli ordinari. Sono nati nuovi partiti politici e si sono formate nuove alleanze, in vista delle elezioni che dovrebbero tenersi in ottobre o novembre. Questo sarà il momento decisivo, che aprirà la strada alla stesura di una nuova Costituzione e alle elezioni presidenziali, con la formazione di istituzioni vitali per la vita del paese.

La speranza è che nasca un paese realmente democratico, dove la voce di ciascun cittadino, né comprato, né imbavagliato, ma libero di esprimersi, possa contribuire a dar forma alla società.

Ma come preparare i cittadini a una tale responsabilità? Certamente l’istruzione vi gioca un ruolo essenziale: questa considerazione è stata ben compresa dalla Chiesa cattolica egiziana. Nel momento in cui inizia l’anno scolastico, desidero fornire alcune informazioni sulle scuole cattoliche nel paese, che sono poco meno di 200. La rete di scuole cattoliche non è limitata alle grandi città come il Cairo, Alessandria, Assiut, ma si estende a città e villaggi attraverso tutto il paese, compreso l’Alto Egitto. Il campo d’istruzione offerto è vasto, dalle scuole materne alle scuole elementari e preparatorie, alle scuole secondarie. Vanno menzionati gli istituti tecnici gestiti dai salesiani al Cairo e ad Alessandria. A Luxor, le Suore egiziane del Sacro Cuore conducono una scuola di lingue per interpreti e guide turistiche. Grande attenzione è riservata agli alunni in circostanze difficili. Alcune scuole dispongono di sezioni speciali per bambini disabili. Le Suore Francescane della Croce, ad Alessandria, gestiscono un ostello per bambini non vedenti che frequentano la scuola altrove.

Una caratteristica delle scuole cattoliche è di non essere riservate ai bambini cattolici. Esse servono tutta la popolazione e sono aperte a cristiani di altre denominazioni, in particolare ai copti-ortodossi e ai musulmani. La direttrice della scuola delle Suore Armene al Cairo mi ha riferito che tra i circa mille studenti vi sono solo due ragazze armene cattoliche. Molte scuole, come quelle citate, sono rette da congregazioni religiose maschili e femminili, ma non è sempre così. Diverse Chiese di riti orientali, copte-cattoliche, greco-cattoliche, maronite, hanno collegi propri, e la diocesi cattolica di Minia ha aperto una scuola in un quartiere della città in rapido sviluppo.

Un cenno speciale va riservato all’Associazione dell’Alto Egitto per l’educazione e lo sviluppo, fondata da un gesuita egiziano, padre Henry Ayrout, oltre settant’anni fa, ma gestita da laici in accordo con la gerarchia locale. Oggi l’associazione è responsabile di 35 scuole, con oltre 10 mila allievi. Le scuole cattoliche hanno sempre goduto di un’alta reputazione, in parte per la loro attenzione alle lingue (con il francese, l’inglese ed anche l’italiano e il tedesco come mezzi d’istruzione), ma anche per l’etica, per la disciplina e per la cura riservata a ogni allievo.

Ricordo che al mio primo incontro al ministero degli esteri, il capo del dipartimento per l’Europa (che comprende il Vaticano) mi ha presentato a due suoi colleghi. Mi disse, scherzando, che bisticciavano in continuazione, perché uno era il prodotto dei gesuiti, mentre l’altro aveva studiato con i Fratelli delle Scuole Cristiane. Ciò che manca ai cattolici, e in realtà a tutti i cristiani, è un proprio centro d’istruzione superiore. C’è, naturalmente, il seminario maggiore, e vi sono anche centri di studi religiosi aperti ai laici. Questi, tuttavia, non rilasciano diplomi riconosciuti dallo Stato.

Nell’attuale situazione, con la riflessione in corso sui sistemi politici e costituzionali e sull’etica negli affari, un istituto superiore d’ispirazione cristiana potrebbe portare un notevole contributo. Un progetto per il futuro?

Il Cairo, 2 settembre 2011.



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