Occorre ricentrare l’immagine, mettere a fuoco quello che è più importante e lasciare ai margini quello che è marginale. A Korogocho, noi bianchi siamo ospiti di una comunità che ci accoglie; in fondo siamo solo delle comparse: rimaniamo qualche anno, a differenza dei baraccati che ci stanno tutta la vita.
Per questo sono loro i protagonisti della loro storia.
Loro, popolo di Dio, il soggetto della missione in atto per trasformare questa discarica umana in luogo più dignitoso e vivibile. Noi possiamo fare solo un tratto del cammino, che questo popolo compie per aprirsi un nuovo orizzonte di vita. Vogliamo farlo per esprimere molto concretamente, a parole e con i fatti, la nostra solidarietà e il nostro incoraggiamento a non mollare anche quando la pista si inerpica o sembra perdersi…
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