Il Centro studi africani: Agorà dei saveriani in Africa
Originalità e novità: L’originalità del Centro è la possibilità di far interagire le persone a livello continentale attraverso i Cahiers e il futuro sito web. La novità sta nella prospettiva missionaria degli apporti. Infatti, in mezzo ad una quantità impressionante di Centri di studi africani, in gran parte ad interesse politico e culturale, il nostro vuole prestare un’attenzione speciale al primo annuncio e al dialogo tra Vangelo e culture africane. Una piccola iniziativa che, ci auguriamo, abbia futuro per il bene della missione e dell’Africa.
I PRIMI PASSI
Nel corso della Conferenza dei superiori regionali saveriani, tenutasi in luglio 2009, è nata l’idea del Centro studi africani, nel solco dell’analoga iniziativa delle regioni saveriane dell’Asia, che già da alcuni anni hanno dato vita ad un Centro che organizza sessioni di studio e pubblica monografie e quaderni interessanti sulle tematiche del dialogo tra missione e culture (e religioni) del mondo asiatico. I regionali saveriani dell’Africa, accogliendo con vivo interesse l’idea, hanno affidato alle tre regioni francofone (Burundi, Congo RD e Camerun/Ciad) l’incarico di organizzare e lanciare concretamente il Centro. Ad alcuni confratelli è stato chiesto di rendersi disponibili per questo servizio. Come sede è stato proposto lo Studentato Teologico Internazionale dei saveriani a Yaundé. La nuova creatura ha suscitato subito entusiasmo ed interesse, anche al di fuori della congregazione.
Ma quali sono le ragioni di questo ennesimo Centro studi? Quale è il suo apporto specifico rispetto a istituzioni analoghe già esistenti?
LO SCOPO DEL CENTRO
Il Centro si propone di attirare l’attenzione sulle molteplici e complesse sfide che i contesti africani attuali lanciano all’evangelizzazione e in particolare al primo annuncio, carisma specifico dei saveriani. Si tratta di stimolare la ricerca tra i saveriani attualmente presenti in tali contesti e quelli che vi hanno lavorato o che comunque conoscono da vicino la realtà africana. Un primo sforzo consiste nel discernere le sfide, cogliendole quando spuntano all’orizzonte, per non lasciarsi sorprendere e immaginare risposte che non sono semplice navigazione a vista.
Pensiamo agli immensi problemi posti dalle situazioni di ingiustizia e di corruzione, dai regimi autoritari, dalla mancanza di trasparenza democratica, dallo sfruttamento intensivo e anarchico delle materie prime sul continente, dalle opache relazioni internazionali. Pensiamo al problema culturale: l’inculturazione del Vangelo e delle strutture ecclesiastiche; l’avanzata delle culture veicolate dai media; la nascita di nuove culture giovanili urbane; il rigurgito di antichi riflessi ancestrali che stentano a convivere con le nuove culture e le nuove situazioni imposte dalla modernità.
Pensiamo alla questione della convivenza, del dialogo e della cooperazione tra le religioni in Africa, l’islam e le religioni tradizionali che sono parte integrante del bagaglio culturale africano. Se c’è un’evidenza oggi, è che gli evangelizzatori spesso sono perplessi di fronte a tante situazioni nuove e corrono il rischio di scoraggiarsi, di lasciarsi prendere dal panico e di barricarsi dietro le modalità classiche, i sentieri battuti, le esperienze conosciute. Magari intuiscono le sfide, ma contemporaneamente ne intravedono la complessità. Allora il rischio è di mettere tra parentesi quelle preziose intuizioni, preferendo continuare a gestire il quotidiano. Spesso poi manca il tempo, o la voglia, o il contesto adatto a uno scambio con gli altri. E allora quelle intuizioni restano senza impatto concreto sulle scelte.
Per questo il Centro vorrebbe favorire uno scambio di esperienze vive, di momenti di ricerca, di materiale prodotto, di piste concrete.
Quanti sforzi si vanificano in breve tempo perché si dimenticano, si spengono con il passare delle persone che vi si sono investite, finiscono nei cassetti e negli armadi impolverati! Il Centro dovrebbe essere un’agorà dove i saveriani ed altri interlocutori della missione ad gentes si ritrovano per condividere esperienze e rileggerle insieme. Uno spazio di dialogo e di confronto a più voci, non necessariamente di “esperti” che hanno maturato le loro riflessioni nel chiuso di una biblioteca o nelle aule delle Università. Voci di “esperti” della missione perché la vivono, la sperimentano quotidianamente e vi riflettono con passione e intelligenza. Agire pensando e pensare agendo, appunto. Naturalmente l’apporto di persone competenti, nelle diverse discipline che incrociano la missione, sarà sempre benvenuto, utile e necessario.
COME FUNZIONA IL CENTRO
Prima di tutto vengono le persone. Ogni regione saveriana ha una persona di riferimento, che ha il compito di stimolare i contributi degli altri saveriani (e non saveriani), della stessa zona o regione. I saveriani di riferimento si mantengono in contatto tra loro soprattutto via e-mail, ma si pensa anche a momenti di incontro per una condivisione più sistematica delle idee e una pianificazione più elaborata delle attività. Per ora sono state indicate due linee d’azione. La prima è la pubblicazione di una rivista periodica semestrale, Cahiers du Centre d’Études Africaines (Quaderni del Centro studi africani), quale strumento concreto per polarizzare l’impegno e l’interesse dei saveriani, che hanno aderito con entusiasmo e serietà all’iniziativa editoriale. Il prodotto pare soddisfacente. Il contenuto della rivista è monografico, arricchito da indicazioni bibliografiche e filmografiche, oltre che da testimonianze di missionari particolarmente significativi per l’Africa.
L’interesse delle pubblicazioni è costituito fra l’altro da una specie di visione sinottica dei temi a partire da diversi osservatori geografici e culturali.
La rivista potrebbe col tempo farsi promotrice di convegni e seminari. La seconda linea d’azione è la creazione di un Centro di documentazione, situato nella biblioteca dello Studentato Teologico Internazionale dei saveriani a Yaundé. Un certo fondo di volumi e riviste esiste già e si sta arricchendo. Del materiale audiovisivo è stato acquisito e sarà certamente incrementato col passare del tempo. Il tutto dovrebbe essere presto schedato elettronicamente e messo a disposizione di chiunque desideri conoscere meglio l’Africa e quanto è stato già prodotto sull’evangelizzazione del continente, la conoscenza e promozione delle culture, il dialogo interculturale e interreligioso e altri temi correlati.
Il prossimo passo sarà certamente la creazione di un sito web che permetta non solo l’accesso alle informazioni, ma anche lo scambio di idee ed esperienze tra i navigatori.






