Guai a voi, poveri! Verso il Convegno
La rivista “Missione Oggi” sceglie per il suo convegno 2011 il tema dei poveri e della povertà come cifra simbolica dell’attuale congiuntura italiana e mondiale.
In Italia, secondo l’ultima rilevazione dell’Istat, sono quasi 8 milioni le persone in condizione di “povertà relativa”. Nel 2009 l’incidenza di tale povertà tra le famiglie operaie era pari al 14,8%: una famiglia operaia ogni sette! Sono dati che stridono con quanto avviene all’altro polo della piramide sociale, l’altra Italia, quella che non ha perso, anzi si è avvantaggiata mentre il paese declinava.
Nel mondo ci sono un miliardo e quattrocento mila persone che vivono in condizioni di “povertà estrema”, con meno di 1,25 dollari al giorno. Tra queste, oltre il 70% vive nelle aree rurali dei paesi in via di sviluppo e 925 milioni di persone soffrono di denutrizione, secondo le stime pubblicate nel novembre scorso a Roma dall’Ifad (International Fund for Agricultural Development) nel Rural Poverty Report 2011.
Dietro a queste cifre – e ad altre ancora più allarmanti – si nascondono i volti di milioni di persone, la cui dignità umana è misconosciuta, violentata e negata, non solo nei paesi in via di sviluppo ma anche da noi. L’Ue ha giustamente proclamato il 2010 Anno europeo della lotta alla povertà, per far emergere queste persone dall’esclusione sociale. Con quali risultati, non ci è ancora dato di conoscere. Stanche di misure troppo tolleranti, appena lenitive della povertà, alcune organizzazioni in Portogallo e in Belgio hanno lanciato il progetto La povertà è illegale, immaginando ormai che l’unico modo per combatterla sia renderla illegale. Per contro, in Italia alcuni sindaci, investiti del compito di ordine pubblico e di sicurezza, si sono presi la briga di dichiarare illegali i poveri nelle nostre piazze e marciapiedi, con uno zelo che non ha pari nemmeno nella figura biblica del ricco epulone, che invece lascia il povero Lazzaro sedere alla porta di casa a mendicare gli avanzi dei suoi grandi banchetti quotidiani.
Con il convegno 2011 “Missione Oggi” vuole dare voce al “racconto” dei poveri e degli esclusi.
Perché è di lì che sarà opportuno ripartire per dare vita a una nuova società, ahimé sempre più dualizzata tra presunto benessere e fatica quotidiana del vivere. Di qui il titolo “Guai a voi, poveri!”, che enfatizza la “cattiva notizia” che i poveri continuano a ricevere anche in un paese culturalmente cristiano, come l’Italia, in contrasto con le Beatitudini, che invece li dichiara beati, felici, perché amati e stimati da Dio, sempre, soprattutto quando ignorati ed esclusi da tutti.
Il sottotitolo del convegno “Chi salverà il mondo?” non è una domanda retorica, ma un interrogativo bruciante, che ci muove a cercare il modo più adatto di governare il mondo.
Senza nulla togliere alle sorprese del convegno, ci permettiamo di indicare un indirizzo di risposta, prendendo spunto dalla parabola evangelica dell’amministratore infedele, che, comprendendo di aver esercitato male il suo potere – aveva, infatti, stabilito i propri piccoli regni anziché il “regno di Dio” –, risolve di amministrare in altro modo il potere che gli rimane, utilizzando diversamente le proprie ricchezze, mettendole cioè a disposizione dei più poveri.
Non farebbe male nemmeno ad alcuni nostri amministratori dare ascolto al monito di Gesù: “
Procuratevi amici con la disonesta ricchezza, perché quand’essa verrà a mancare, vi accolgano nelle dimore eterne”!







