Come mai Gesù dice: “Beati voi poveri!” (Lc 6,20)? Come osa chiamarli “fortunati”? Ci rifletto da anni stando in mezzo alla povera gente da parroco di periferia e oggi vorrei tentare di mostrare il valore divino della povertà. Parto dal testo della creazione dell’uomo, una creatura diversa da tutte le altre, “ordinate secondo il loro genere e la loro specie” (cfr. Gen 1), perché inquieta.
Pascal dice che l’inquietudine è il segno della superiorità umana rispetto agli altri viventi: lo spiego ai bambini dicendo che mettere il motore di una Maserati in una “Topolino” è una grave imprudenza, perché quando la metti in moto la carrozzeria si sbullona. Noi siamo come una “Topolino”, con un motore enorme, che ci rende inquieti. A 13 anni discutevo con mio padre perché non riuscivo a mandar giù…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.