FRANCESCO NELLE FILIPPINE / MISERICORDIA E COMPASSIONE
Papa Francesco sarà missionario nelle Filippine dal 15 al 19 gennaio 2015; sarà la quarta volta che il nostro paese avrà una visita del successore di Pietro. Nel 1970, Paolo VI, il papa pellegrino, incluse le Filippine nella sua visita in Asia e in Oceania; Giovanni Paolo II venne due volte, nel 1981 e nel 1995, in occasione della Giornata mondiale della gioventù; vent’anni dopo, diamo il benvenuto a papa Francesco.
Ogni visita papale è unica grazie alla personalità dei papi e alle mutevoli circostanze nel paese, nella Chiesa e nel mondo. Queste circostanze fanno sì che un viaggio del papa sia realmente missionario.
Come condurrà la sua missione durante la visita apostolica papa Francesco? In un colloquio che ho avuto con lui, egli ha espresso un desiderio:
“Nel viaggio apostolico nelle Filippine, non dovrei essere io al centro dell’attenzione. Dovrebbe esserci Gesù”.
Anche noi dovremmo essere animati dallo stesso sentimento missionario. La sua visione cristocentrica del pellegrinaggio ci fornisce la chiave per comprendere l’aspetto missionario della sua visita. Il tema della visita – Misericordia e compassione – richiama la missione stessa di Gesù come ci appare nei Vangeli.
Vorrei evidenziare alcuni aspetti missionari di questa visita.
In primo luogo, papa Francesco arriva dopo che nelle Filippine è stato celebrato l’Anno del laicato (2014). Attendiamo l’impulso che il successore di Pietro darà ai fedeli laici nell’approfondire il loro personale incontro con Gesù e nel portare di Vangelo in tutti gli aspetti della vita: nella coscienza, nella famiglia, nella cultura, nella politica, nella finanza, nella scienza, nelle arti, nello sport, nella migrazione, nel lavoro, nell’ecumenismo, nel dialogo interreligioso e nelle comunicazioni sociali.
Attendiamo la parola del papa rivolta agli uomini e alle donne ordinati e consacrati su come incoraggiare la comunione con i laici nell’impegno per la nostra comune missione.
Siamo impazienti che papa Francesco ci fortifichi, allo stesso modo in cui Gesù una volta si rivolse a Pietro: “Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli” (Lc 22,32).
In secondo luogo, papa Francesco arriva dopo una serie di disastri, sia naturali, sia causati dall’uomo, di cui il popolo filippino ha fatto esperienza nel 2013 e nel 2014: terremoti, tifoni (il più forte è stato Haiyan) e conflitti armati. Ma dobbiamo affrontare anche il disastro quotidiano della povertà e della disuguaglianza che vediamo nei bambini e nelle famiglie che vivono in strada, nei senzatetto, nei trafficanti di esseri umani, nella disoccupazione e sottoccupazione, nell’emigrazione forzata, nella prostituzione, nelle droghe illegali, nella corruzione, nelle persone scomparse e nel degrado ambientale.
Papa Francesco porterà la misericordia e la compassione di Gesù a coloro che sono stanchi o sfiniti. Ricorderà loro che Gesù rimane il Pastore che prova compassione per le folle affamate.
Siamo in attesa della visita del papa ai responsabili del governo, della cultura e dell’economia perché faccia loro amare la legge suprema che deve connotare le loro politiche e i loro progetti. Siamo in attesa che il Santo Padre ci incoraggi a costruire la pace, specialmente in alcune zone di Mindanao, e a promuovere la buona volontà tra popoli di diverse religioni.
Aspettiamo in papa Francesco l’amore che Pietro una volta professò a Gesù, che gli aveva chiesto: “Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro” (Gv 21,15). Questo amore per Gesù fece di Pietro un pastore con la missione di nutrire e accudire le pecore di Gesù.
Vedremo l’amore di papa Francesco per Gesù nella sua carità pastorale verso di noi.
Infine, papa Francesco viene come un papa missionario che si presenta come uno di noi, o, per dirlo con le sue parole, “come un normale essere umano”, un peccatore verso cui Dio è stato clemente. Le sue parole e i suoi gesti semplici renderanno più accessibili ai filippini Gesù, la Chiesa e il pontificato.
Stiamo aspettando il successore di Pietro: un fratello, un padre e un amico. Il popolo filippino ne trarrà ispirazione anche per essere un umile, semplice e mite portatore del Vangelo.







