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L’UNIONE DELLA STANZA 303 CHE FA LA DIFFERENZA (L’esperienza delle giovani di Salerno - Palestina)

L’UNIONE DELLA STANZA 303 CHE FA LA DIFFERENZA (L’esperienza delle giovani di Salerno - Palestina)

Vivere un’esperienza internazionale come il campo di volontariato a Cagliari, svoltosi dal 2 al 9 agosto 2026 è promosso salerno.jpeg dalla Caritas, significa prima di tutto imparare a guardare il mondo attraverso gli occhi degli altri. Questo campo ha riunito più di 100 persone provenienti da 20 Nazioni diverse.

Al nostro arrivo, un imprevisto con le stanze ha fatto nascere la Stanza 303. Lì abbiamo incontrato Marian, Marisol e poi Sabrina. Nonostante le culture e lingue diverse, la curiosità di scoprirci ci ha unite subito. Non servivano troppe parole: ci capivamo con uno sguardo e una risata, creando un legame unico in cui esserci sempre l'una per l'altra.

saler.jpeg Le nostre giornate iniziavano presto con la preghiera delle 8:30, arricchita dai canti in lingua madre degli altri ragazzi: un vero scambio   culturale tra musica e fede. Il pranzo era un’esplosione di gioia, con oltre cento persone a tavola tra cibo, risate e canti spontanei. La sera si chiudeva in festa con balli e svago, lasciandoci una stanchezza positiva e un legame che nessuna distanza potrà mai scalfire.

Lo scopo del campo era dimostrare come la diversità generi unione. Scegliendo di metterci al servizio degli altri, abbiamo creato un legame spontaneo. Attraverso attività e testimonianze, ognuno si è aperto con incredibile semplicità, permettendoci di conoscere a fondo chi avevamo accanto e di riscoprire noi stessi. sal.jpeg

La preghiera letta a inizio campo, che augurava incontro, amicizia e fede, si è avverata: ognuno è riuscito a "Fare la differenza". Ma cosa significa? Significa accettarsi senza giudizio, uscendo dalla quotidianità per scoprire che, dietro le differenze culturali, siamo tutti uguali nelle nostre imperfezioni e fragilità. Poi, ci amiamo per continuare a esserci l'uno per l'altro e per fidarci del prossimo.

La testimonianza delle Ragazze

 

“Storie e culture diverse ma con la stessa voglia di viversi e di conoscersi, tra risate, nansy.jpeg pianti  e  abbracci. Grazie a tutti, perché non sentivo il bisogno di tornare a casa: ero già a casa”. -Nancy.

marta.jpeg “Abbiamo compreso come non serva conoscere una persona da anni per sentirsi capiti: basta condividere qualcosa, che sia un dolore o una gioia, per diventare un punto di riferimento e una speranza per chi è abituato a vivere in compagnia della solitudine”. -Marta.

“Un ringraziamento va a chi ha reso possibile quest’esperienza e a chi, come me, l’haFio.jpeg vissuta:  mi sono sentita veramente viva, amata e accettata per chi sono e spero di rivivere un’altra esperienza simile, perché non si smette mai di scoprire sé stessi”. -Fiorella

ANNa.jpeg “Prima di partire non sapevo bene cosa aspettarmi, invece sono tornata a casa con nuovi amici e nuove esperienze. Condividere il tempo e i momenti con persone così speciali mi ha cambiato, soprattutto la mia esperienza alla <<Casa Protetta>> che ospita bambini e mamme che purtroppo non vivono un bel momento ma che non perdono la speranza. Quest'esperienza mi ha aiutato anche ad aprirmi, visto che sono una persona molto introversa. Per questo voglio ringraziare chi mi ha aiutato e chi ha reso quest'esperienza indimenticabile”. -AnnaPaola

“La mia esperienza presso il centro è stata particolarmente importante perché mi ha Andrea.jpeg permesso  di conoscere da vicino nuove realtà che quotidianamente di solito non viviamo, e custodisco con emozione anche il momento in cui, alla fine dell'esperienza, le signore anziane ci hanno ringraziato con il cuore dicendoci quanto avesse fatto loro piacere sfogarsi e chiacchierare, raccontandoci le storie della loro vita e delle loro famiglie”. -Andrea

MAr.jpeg “Nessuno avrebbe mai immaginato di poter instaurare un legame così forte con qualcuno in soli 9 giorni: i momenti che abbiamo condiviso, le risate, le lacrime, la stanza in cui abbiamo vissuto insieme, ci hanno fatto sentire come se ci conoscessimo da una vita. Questo ci dimostra che la vera amicizia e la felicità possono nascere da persone che si incontrano per la prima volta. Vivere e imparare dall'esperienza di tutti può anche cambiare il modo in cui vedi la vita in generale. Inoltre, avere questo tipo di amicizia è sicuramente terapeutico per l'anima: le lacrime versate al momento dell'addio non erano solo di tristezza perché era giunto il momento di salutarsi, ma anche di gioia per aver trascorso del tempo prezioso insieme”. –Marisol.

Ho apprezzato fortemente ciò che mi ha offerto quest’esperienza: ho provato e mir.jpeg vissuto  emozioni nuove…Lavorare con i bambini mi ha riempito il cuore di gioia. Ringrazio veramente tutti coloro che mi hanno accompagnata in questo breve ma intenso viaggio, sperando di riviverlo in futuro”. -Marian.

Sabrina.jpeg “È stato qualcosa che mi ha cambiato dentro. Mi ha permesso di capire che attraverso l'altro e, solo in contatto con l'altro, si può davvero stare bene e sentirsi sereni. Ringrazio per questo la Stanza 303, con le mie campane e pugliesi del cuore, e le mie pargole Marian e Marisol per i loro racconti coraggiosi. Mi auguro di rivederci presto”. -Sabrina.

 

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Pubblicato
27 Agosto 2026
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