Gioia semplice

Dal 30 aprile al 3 maggio 2026, la comunità teologia europea saveriana di Desio ha partecipato al Convegno Missionario per giovani e seminaristi a Rimini. Abbiamo vissuto questa esperienza insieme a circa 300 persone tra giovani, seminaristi e missionari provenienti da diverse regioni d’Italia e da varie realtà missionarie del mondo. Per me è stata una grande gioia poter incontrare e conoscere tante persone nuove. Questa esperienza è stata particolarmente significativa perché era la prima volta che partecipavo a questo incontro.
Durante i giorni trascorsi a Rimini abbiamo condiviso numerose attività. Abbiamo pregato insieme, celebrato la Santa Messa come un’unica comunità e partecipato a momenti di riflessione e dialogo sul significato della missione oggi. Diversi relatori hanno raccontato la loro esperienza missionaria vissuta in vari Paesi del mondo, aiutandoci a comprendere meglio la ricchezza e la profondità della vocazione missionaria. Attraverso il confronto nei piccoli gruppi, abbiamo cercato di approfondire il ruolo dei giovani nella missione della Chiesa. Ho percepito chiaramente il desiderio della Chiesa di coinvolgere concretamente i giovani, offrendo loro uno spazio reale di partecipazione e responsabilità.
Come missionari saveriani, abbiamo anche presentato ad alcuni giovani la possibilità di vivere esperienze missionarie nei Paesi in cui operano i missionari saveriani, in Asia, Africa, Europa e America. Ho compreso che questo è uno degli aspetti più belli e importanti dell’incontro: far crescere nei giovani uno spirito missionario autentico. La missione non appartiene soltanto ai sacerdoti o ai religiosi, ma riguarda tutti. Anche i giovani hanno un ruolo fondamentale: possono collaborare, imparare dall’esperienza dei missionari e portare nel mondo speranza, fraternità e amore.
Nei momenti liberi abbiamo condiviso anche attività semplici ma molto significative: partite di calcio, basket, calcetto e altri giochi. Abbiamo trascorso del tempo sulla spiaggia, poco distante dal luogo dell’incontro, godendo insieme della bellezza del mare e del creato. Sono stati momenti preziosi di amicizia, fraternità e comunione. Ho capito che la missione passa anche attraverso la capacità di creare relazioni vere e autentiche. In quella gioia semplice e condivisa ho riconosciuto una dimensione importante dello spirito missionario.
L’ultima sera è stato organizzato un momento di festa durante il quale ogni regione ha presentato uno spettacolo. Sono rimasto colpito dalla creatività, dall’entusiasmo e dal coraggio dei giovani. Ogni gruppo ha portato qualcosa di originale e significativo. Questa esperienza mi ha fatto capire quanto i giovani possiedano energia, talento e capacità di esprimersi. Tutto questo rappresenta un dono prezioso per la missione della Chiesa, che oggi ha bisogno di uno spirito giovane, vivo, creativo e coraggioso, capace di testimoniare il Vangelo in modo autentico nel mondo contemporaneo.
(continua)




