CAMPO SAVERIANI – ASIAGO 2021: UN LUOGO DI MISSIONE E AMORE

CAMPO SAVERIANI – ASIAGO 2021: UN LUOGO DI MISSIONE E AMORE
La nostra prima esperienza in un campo estivo organizzato dai missionari saveriani è stata tanto bella quanto inaspettata. Si trattava di 4 giorni (dal 29 luglio al 1 agosto) trascorsi tra amicizia e natura. Questi i temi principali affrontati presso la casa dei missionari saveriani di Asiago, in provincia di Vicenza. Il primo giorno, infatti, siamo stati accolti dai “padroni di casa” con canti e musica improvvisata, un inizio in pieno stile saveriano. La sera, invece, è stata trascorsa nel centro storico di Asiago, alla ricerca di una gelateria ancora aperta e di amicizie da approfondire. Il giorno successivo, l’intera comitiva di laici e consacrati ha intrapreso una camminata sulle montagne circostanti, in direzione monte Zebio. Lungo il sentiero una serie di tappe erano state appositamente preparate per invitarci a riflettere sulle tematiche ambientali presentate nella Laudato Si’ di Papa Francesco. Terminate le varie tappe, ci siamo incamminati infine sulla strada di casa, senza negarci una visita alla malga Zebio, dove abbiamo potuto apprezzare le specialità locali, perlopiù formaggi e salumi. Il terzo giorno, è stato trascorso con la compagnia di Adriano Sella, un laico missionario, che ha deciso di investire la propria vita nella formazione delle nuove generazioni sul tema dell’ecologia. Economia circolare, gruppi di acquisto solidale (GAS) e banche etiche sono solo alcune dei temi approfonditi anche grazie ad una serie di laboratori svolti in gruppo nel pomeriggio e nella serata. La mattinata dell’1 agosto, infine, è stata segnata dalla celebrazione eucaristica, dalle pulizie della struttura e dagli ultimi saluti, prima che le strade di tutti noi si dividessero, con la speranza che nel futuro si possano rincontrare.
Durante tutti questi giorni trascorsi a stretto contatto con i missionari saveriani abbiamo imparato molto; soprattutto, il valore della diversità. Se già avevamo imparato ad apprezzarla grazie a diverse esperienze passate, in quei giorni ne abbiamo trovato un’ineluttabile conferma. Del resto, il gruppo del campo saveriani non era altro che un mondo in miniatura, composto da svariate persone di diverse nazionalità, ciascuno con la propria storia da raccontare e condividere. Questo per noi è stato il regalo più bello: tante età, tanti momenti di vita diversi, condivisi senza remore e paure, questo ci ha fatto toccare con mano lo spirito cristiano.
Cosa ci portiamo a casa? Concretamente la voglia di incontrare gli ultimi, cercando di approfondire quelle esperienze di servizio ai giovani e ai più bisognosi che abbiamo avviato da anni o durante il lockdown. Per noi, anche come coppia, è stato un bellissimo percorso da poter fare insieme e in compagnia dei confratelli saveriani. Ci hanno insegnato che con l’amore e la passione le fatiche si possono superare. Non resta che dire: grazie e alla prossima missione insieme!
[Davide e Eleonora da Desio]
Mercoledì, 28 Luglio 2021. Parto da Salerno, presto al mattino, con la solita “gioia saveriana”, accompagnato da Gael (missionario dal Camerun) e Pandri (missionario indonesiano). La prima tappa prevista è Parma, casa madre dei missionari saveriani. Onestamente, è molto difficile descrivere le emozioni provate nel rivedere i missionari anziani conosciuti nei miei anni di volontariato e viaggi al fianco dei saveriani. Vorrei condividere un momento di grande intensità emotiva: la visita alla tomba del Conforti. Dopo essermi fermato qualche minuto a pregare, scoppio in un pianto. Un pianto che potrei definire un misto di gioia e ringraziamento. Purtroppo non ho avuto un’infanzia molto felice. Son cresciuto pieno di paure, con mille dubbi e mai avrei pensato di poter viaggiare così tanto, incontrare nuovi popoli e culture diverse. Sulla tomba del Conforti ho semplicemente pianto dicendo: “Grazie di cuore. La ragione principale che mi ha spinto a viaggiare e rompere i miei schemi è la missione saveriana. Tu sei stato il fondatore. Te ne sarò sempre grato”. Il mattino seguente partiamo per Asiago. Non ho molte aspettative. In fin dei conti ero partito con la sola idea di conoscere gente e mettermi nuovamente in discussione, dopo un anno di quarantena e “reclusione”. La montagna ha aiutato moltissimo nella riflessione personale. La gioia della comunità ha fatto il resto: esperienza a dir poco SENSAZIONALE. Cosa porto con me a casa? I volti e le storie. Ho avuto l’onore di conoscere persone straordinarie. Mi sono sentito amato e rispettato. Sapete, non è una cosa scontata. Come menzionato precedentemente, ho vissuto un’infanzia difficile per via di una malattia rara e di un intervento al cervello. Crescere con paure, limitazioni, senza amici (ero il ragazzo meno popolare a scuola ed in città) è dura. Sarò sempre grato ai missionari saveriani per avermi dato l’opportunità di uscire dal mio mondo, di sentirmi libero, di credere in un sogno. Ora ho tanti amici, sono un traduttore/interprete professionista, ho una vita straordinaria e… tanti sogni missionari!!!
[Di Andrea, Salerno]




