Vogliamo camminare insieme
Il carisma saveriano consiste nell’essere inviati a coloro che non hanno ancora ricevuto l’annuncio di Gesù, uscendo dal proprio paese di origine. Alcuni mesi fa, però, i saveriani hanno iniziato una collaborazione pastorale nella diocesi di Udine. P. Andrea Gamba ha salutato così i suoi nuovi parrocchiani all’inizio della Celebrazione Eucaristica.
Il mandato è di assumere la collaborazione pastorale di Buttrio. Grazie agli amici che sono qui, ai parenti, alle parrocchie del Rojale che sono venute a incoraggiarci in questo primo passo. Il nostro “grazie” va, inoltre, a tutti i presbiteri e laici che hanno già lavorato in questo territorio.
Noi godiamo, in questo momento, del sacrificio fatto da tanti prima di noi e questo non possiamo dimenticarlo. Raccogliamo qualcosa che è stato già seminato. Abbiamo iniziato questa giornata camminando dal Torre. Con un gruppo di ragazzi siamo partiti dalla Madonnina che è vicina al Torre. Un gesto simbolico che vale più di mille parole, perché vogliamo dire che siamo qui come comunità saveriana per camminare insieme. Il senso della camminata è costruire insieme la chiesa che il Signore vuole.
Partire da Pradamano per arrivare a Buttrio dice il desiderio di unire e creare comunione tra le comunità con storie, interessi e ricchezze diverse, perché, attraverso questa unità, il mondo creda.
Il camminare lento permette di osservare e ascoltare. In Amazzonia, una signora mi diceva: “Non usare la macchina, va’ a piedi così vedi meglio le cose…”. Quindi, vogliamo camminare insieme, anche lentamente. A separare Buttrio da Pradamano c’è il Torre che, a un certo punto, bisogna attraversare a guado. Noi, quindi, siamo qui per passare a guado e insieme le difficoltà della vita. Per questa camminata abbiamo un esempio, il supporto spirituale di un Santo, S. Guido Maria Conforti fondatore dei saveriani, vescovo e pastore aperto a tutti. Ha portato avanti un’importante attività nella sua diocesi di Parma. Ha fatto cinque volte la visita pastorale e ha organizzato, tra le tante, anche la prima settimana catechistica nazionale per implementare la formazione dei catechisti. Allo stesso tempo, ha coniugato la cura pastorale della diocesi con l’evangelizzazione universale, dando vita a un istituto missionario.
Abbiamo questo esempio di un pastore che ha avuto cura di due greggi. Cosa dovremmo compiere per avvicinarci al suo esempio? La risposta non è facile. Chiediamo la sua intercessione per rispondere insieme, come chiesa, alle necessità del mondo di oggi. Vogliamo essere una chiesa al servizio. Speriamo di dare una risposta adeguata con i fatti, poiché ormai di parlare siamo saturi un po’ tutti. Chiediamo a voi il dono della preghiera, il vostro ricordo al Signore perché quello che realizzeremo non sia solo il frutto di sforzi umani, ma di ciò che il Signore vorrà costruire. State certi che potrete contare sulla nostra preghiera.







