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L'incontro di tutti i superiori saveriani

Dal 3 al 20 agosto 2003, si è svolta la Conferenza dei superiori maggiori (CO.SU.MA.) dei missionari saveriani. È un incontro che si tiene ogni due anni e ha lo scopo di fare il punto del cammino della congregazione e programmare le attività per il biennio seguente. Vi hanno partecipato i 19 responsabili e i 5 membri della Direzione generale dell’Istituto.

Abbiamo intervistato padre Rino Benzoni, superiore generale, che così si è espresso.

Quali sono stati il tema e gli obiettivi dell’incontro?

L’ultimo Capitolo generale ha definito la missione dei saveriani all’inizio del terzo millennio, dandoci anche un obiettivo: per rinnovare la missione bisogna prima di tutto rinnovare noi stessi. Per questo, lo slogan del nostro incontro è stato: “per rinnovare la missione, rinnoviamo la vita”.

Tutti i superiori, con le loro comunità saveriane, hanno riflettuto su questo tema: quale rinnovamento portare nella nostra vita, per rinnovare la missione. Sulla base della riflessione fatta insieme, hanno scritto una relazione.
Ascoltando le relazioni, abbiamo cercato di trovare alcune linee costanti, sia positive che problematiche. Abbiamo poi cercato di identificare e definire alcune proposte e linee operative, da presentare a tutte le comunità saveriane.

Abbiamo riflettuto anche sulla figura ed il ruolo del superiore, affinché possa prestare un servizio efficace al rinnovamento della vita dei missionari. In questo, abbiamo preso ispirazione da san Paolo nella sua seconda lettera ai Corinzi.

Cosa c’è da rinnovare nelle missioni e nei missionari?

Le problematiche sono abbastanza simili ovunque. Evidentemente, ogni zona ha le sue sottolineature, che sono legate alle situazioni locali e nazionali.
Per esempio, c’è un grande bisogno di spiritualità. Questo bisogno è condiviso da tutti i saveriani, in Africa, in America Latina, in Asia e in Europa.

Un aspetto è emerso in modo chiaro: stiamo vivendo un momento particolare della missione, che ha bisogno di una grande purificazione. In questo momento, la missione interroga se stessa; soprattutto si interroga sulle opere che ha fatto, sugli atteggiamenti, sulle scelte compiute. Anche questo è un elemento comune a tutte le missioni saveriane nel mondo.

Come adattare questo impegno alle situazioni di ogni missione?

Ogni missione saveriana sta già cercando di fare questo adattamento. Ma deve farlo senza perdere la visione generale della missione. Altrimenti, ci può essere il rischio che si scelga e si privilegi un aspetto, dimenticando il resto, che invece deve essere mantenuto, perché illumina tutta la complessità della vita missionaria nel suo insieme. Vogliamo evitare che la riflessione particolare dimentichi la ricerca generale che tutta la famiglia saveriana sta compiendo. Perdere la visione complessiva della missione è rischioso per il missionario, per la sua vita e la sua attività.

Che sensazione ha fatto incontrare, per così dire, lo “stato maggiore” dei saveriani?

La mia sensazione è che non mi sento né stato maggiore né stato minore. Anche i fratelli che hanno partecipato alla conferenza, non si sono sentiti superiori, ma fratelli incaricati di servire gli altri. E’ la fraternità che ci caratterizza.
Abbiamo anche detto che, pur restando fratelli, non dobbiamo dimenticare il ruolo di padre e di guida, che ci è stato affidato per un certo periodo di tempo. E’ un ruolo da svolgere con serenità e semplicità, ma anche con sacrificio e impegno.

Cosa deve fare un superiore per accompagnare il rinnovamento, affinché diventi efficace?

Il superiore ha un ruolo di coordinamento e di guida; ha anche un ruolo di proposta e di invito. La grande maggioranza dei saveriani è d’accordo e desidera rinnovare la propria vita. Ma ci vuole anche qualcuno che proponga, che tiri, che incoraggi.

Perciò, un superiore deve fare quello che altri non potrebbero fare al suo posto. Ripeto, senza mettersi su piedistalli; con un atteggiamento più di esempio e propositivo, che magisteriale. Ma deve farlo, anche per evitare il rischio che ci si appiattisca o si segua qualche tendenza centrifuga.



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