Villa Manna Roncadelli
Il 9 luglio scorso, p. Franco Bertazza, 89 anni, accompagnato da p. Carlo Salvadori, ha fatto visita alla sua vecchia scuola di Grumone. Villa Manna Roncadelli mostra ancor oggi tracce di bellezza dei suoi 500 anni, a cominciare dal giardino antico che continua ad avere fioriture in tutte le stagioni.
P. Franco ha confrontato i suoi ricordi di ragazzo del Ginnasio con la situazione di oggi. La grotta con la Madonnina di Lourdes è rimasta identica, mentre la parte a sinistra della corte, che negli anni della scuola era adibita a servizi igienici e magazzini, è stata recuperata a zona scuderie, com’era probabilmente nell’Ottocento. “I ricordi di p. Franco sono stati preziosi, perché raccontano l’evoluzione della casa”, rileva Biancamaria Vaghi, nipote di quel cavalier Pietro Vaghi che nel 1950 acquistò la villa dall’Istituto Saveriano. “Tutto ha una sua storia; la grotta della Madonnina di Lourdes è stata realizzata nel 1882, circa 30 anni dopo le apparizioni, per una grazia ricevuta dal conte Luigi Manna Roncadelli. Il nobile spedì in Francia l’architetto Vincenzo Marchetti per avere una ricostruzione fedele della grotta. Adesso, dietro la statua, c’è l’immagine di san Guido Maria Conforti. Una volta, c’erano diverse grucce, a ricordo di guarigioni miracolose. E c’era un inginocchiatoio davanti alla grata in ferro”.
P. Franco ha visitato la cappella e l’ha trovata uguale a quella che ricordava. Anche qui c’è un pezzo di storia da raccontare. La villa fu donata ai saveriani nel 1930 dalla contessa Maria Manna Roncadelli, ultima discendente della nobile famiglia cremonese che abitava la villa nei mesi estivi. Sembra che la donazione fosse stata decisa in ricordo del figlio Bruno, morto in tenera età. La contessa aveva voluto, nell’ultimo periodo, raccogliere le spoglie dei propri avi, recuperando il sepolcro della chiesetta di Santa Maria ad Nemus di Olmeneta, dalla quale aveva asportato anche il pavimento. La cappella di Grumone ha pertanto due tipi di pavimentazione diversa, mentre sembra che la chiesetta di Olmeneta, dove i conti avevano un’altra proprietà terriera, ne sia rimasta priva. Nel contratto di donazione della villa, l’Istituto saveriano si era impegnato alla conservazione dei sepolcri, a dimostrazione di quanto la contessa ci tenesse. Dietro l’altare, una lapide ricorda che nei giorni 4-5-6-7 dicembre 1871 il conte Luigi Manna Roncadelli Mainoldi in questa Villa iniziava l’Opera dei Congressi Cattolici, associazione progenitrice dell’Azione cattolica.
Villa Manna Roncadelli è stata scuola di formazione dei saveriani dal 1932 al 1950. Ma prima e dopo? Sul prima, i cenni storici sono relativamente recenti. Si conosce che l’impianto architettonico è del Cinquecento, ma non si conoscono progettisti e costruttori. La villa è costruita su un’altura, l’argine grande del fiume Oglio, da cui dista qualche centinaio di metri. Il giardino consente di scrutare dall’alto il paesaggio della campagna, fino a Pontevico. I primi documenti attestano di una visita di Nicolò Sfondrati, vescovo di Cremona, che fu eletto Papa nel 1591 con il nome di Gregorio XIV.
La villa è aperta oggi per cerimonie private. È stata ristrutturata tutta la parte a pian terreno, in particolare la sala rossa e la sala gialla che, al tempo della scuola, fungevano da aule, ma che erano rispettivamente la sala di rappresentanza e la sala da pranzo.
Quest’anno, a causa della pandemia, non si è potuta tenere la sagra di Grumone, da secoli collocata la seconda domenica di maggio. La piccola frazione di Corte de’ Frati è abitata oggi da 4 famiglie mentre ce n’erano 200 negli anni Trenta e Quaranta. La famiglia Vaghi ha voluto comunque ricordare la ricorrenza con un rosario trasmesso via Facebook dalla grotta.







