Pensieri sparsi dal Burundi
Ci scrive Claudina, laica saveriana bresciana, missionaria in Burundi, per aggiornarci sulla sua esperienza in terra d'Africa.
Non è proprio la lettera che pensavo di scrivervi. Ma ogni volta che mi veniva l'ispirazione di scrivere, ero nel luogo sbagliato e nel momento meno opportuno. Mentalmente mi fissavo il pensiero e dicevo: questo devo proprio scriverlo nella prossima lettera.
Pace o caos totale?
La situazione sulle colline dove lavoro sembra tranquilla, ma certi eventi stanno accelerando la discesa all'inferno. Preghiamo che ciò non sia! La gente dice che lotterà per conservare questa pace, guadagnata a caro prezzo. Speriamo che le persone di buona volontà abbiano davvero il dono della pace, un dono che vale molto.
Se guardiamo un po' intorno vediamo che in Congo - lo sapete meglio di me - la situazione è drammatica. Mi viene da ridere quando parlano del "prima" e del "dopo" la guerra. Questa sembra essere una guerra infinita, di cui non si vede la fine. Dovremmo rinunciare tutti e in tutto il mondo a miracoli e grazie, piccole concessioni e regali, e concentrarli sul Congo. Allora, forse sì che finirebbe questo massacro. Guardandoci dentro, non si riesce nemmeno più a distinguere i buoni dai cattivi, i colpevoli dagli innocenti: è la bagarre totale. Poveri congolesi e poveri tutti!
Un bagno di dolore
Con un ortopedico ho incontrato 400 malati con disabilità motorie causate da problemi ortopedici o neurologici: è stato un bagno di dolore. Vedere madri e padri portare i loro figli sofferenti, non è stata una passeggiata. È un grande insegnamento la compassione per questo mondo di disperati e la gioia, perché il Signore mi ha dato la possibilità di offrire loro una chance. C'è l'esultanza per chi è ancora possibile guarire, e la fatica di rispondere "non possiamo aiutarti" a coloro le cui situazioni superano i mezzi a disposizione.
Il resto delle attività procede in modo soddisfacente, con i soliti alti e bassi. Ho un gruppetto di colleghi niente male, mentre con il clero locale la relazione è piuttosto superficiale. Ma finché non trovo una soluzione, mi comporto meglio che posso... In casa con me abitano una bambina di 9 anni cieca, pazza scatenata, e un bambino di 13 anni che dopo un'operazione chirurgica sta facendo riabilitazione: si chiama Jean De Dieu ed è bravissimo. Insomma non mi annoio.
Il vangelo sì, ma san Paolo...
Ho tante citazioni dal vangelo che vorrei condividere con voi, come quella di Luca (12,49), quando Gesù dice: "Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei fosse già acceso!". Nel leggerlo mi è venuto di urlare al cielo: "ma guarda che stiamo già bruciando!". Forse però Lui intendeva un'altra cosa e un altro fuoco. Mi piacciono molto le arrabbiature di Gesù (perché così mi sento meno in colpa per le mie).
La fede semplice di certi personaggi, come la donna malata o il centurione che chiede di salvare il suo servo, mi fanno sentire miserabile.
Ma specialmente, "Sepolcri imbiancati, posate sulle spalle della gente pesi che voi non siete capaci di portare", è una frase mitica, che mi ridimensiona nel seno della chiesa di oggi.
E poi faccio a pugni con tutto il sentenziare di san Paolo sulla lotta tra carne e spirito. Ma non siamo un po' figli della carne e un po' figli dello spirito? Così quando sono troppo figlia della carne, mica me la prendo troppo... Che se la vedano le due figlie che sono in me e si regolino di conseguenza. A me questo Paolo mi è sempre sembrato strano. Avrà battuto la testa cadendo da cavallo?
Lo Spirito alimenti in noi il desiderio profondo di vivere poveri, per farci morire ricchi.








