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Padre Fabio è superiore religioso di una decina di missionari saveriani che lavorano nella regione settentrionale del Mozambico. Ci racconta il viaggio in treno da Dondo e Sena. Un viaggio indimenticabile!

Compro il biglietto martedì mattina alla stazione di Dondo. Il treno parte alle ore 20 e mi consigliano di arrivare cinque minuti prima. Dopo cena, p. Enrique mi accompagna in macchina alla stazione e sono lì alle 19,45. Ho una borsa e una scatola di cartone con le cose da consegnare alle tre missioni del nord. Il treno arriva verso le 20,30 e alle 21 tenta la partenza; dico "tenta", perché per tre volte avanza per 500 metri e poi torna indietro. La quarta volta è quella buona!

I miei compagni di viaggio

Viaggio nell'unica carrozza di seconda classe; le altre sono di terza; la prima non esiste. Sono in uno scompartimento con sei cuccette; gli altri passeggeri sono una ragazza con il moroso, altri due giovani e una vecchietta che viene messa nella cuccetta più alta insieme a due sacchi (probabilmente di manioca), che il capotreno aveva assolutamente proibito di far entrare nello scompartimento. La vecchietta va fino a Moatize, ultima fermata del viaggio. Rimane appollaiata lassù tutto il viaggio, scendendo due volte per andare in bagno. Io rimango in piedi fino alle 22,30; poi mi stendo in cuccetta.

Qui non esiste molto il senso della privacy. Gli altri compagni di viaggio chiacchierano e riescono a trovare argomenti per conversare ore filate, mentre la ragazza e il moroso ascoltano musica romantica con il cellulare, che sembra avere un amplificatore degno di un concerto dei Rolling Stones e una batteria che non si scarica mai! Riesco comunque a sonnecchiare e nel dormiveglia imparo a memoria una canzone che i due riascoltano per decine e decine di volte. Alle prossime ferie in Italia ve la posso cantare...

Fermate, guasti, avarie...

Verso mezzanotte mi accorgo che il treno si ferma, anche per una certa agitazione che c'è in carrozza. Sento che parlano di un'avaria molto seria. Non ci faccio tanto caso perché voglio dormire. Al mattino, verso le cinque e mezza, il treno riprende la sua corsa e alle 6,15 si ferma. Guardo fuori dal finestrino e vedo la scritta della stazione: Mwanza. Dalle 21,15 della sera prima alle 6,15 avevamo percorso appena 90 chilometri!

Il guasto della locomotiva si era verificato a Derunde, 20 chilometri prima, e avevano dovuto sostituirla con un'altra che era partita da Dondo. Solo che anche quella appena arrivata non era in eccellenti condizioni; avevano dovuto togliere dell'olio da quella guasta per metterlo nel compressore (per i freni?) della seconda.

Da Mwanza si riparte bene per un tratto; poi ci si ferma di nuovo e si riparte a stento con una velocità attorno ai 10 Km/h. Meno male che arriviamo a Inhaminga (157 chilometri da Dondo) e sono già le 10,30. A questo punto non so che fare. Ce la farà il treno ad arrivare a Sena? Scendo per prendere un altro mezzo, continuando per strada? Ma a Inhaminga è molto difficile trovare mezzi di trasporto; bisogna tentare l'autostop...

Velocità massima: 48 Km/h

Chiedo informazioni al personale delle ferrovie sulle condizioni del treno. Gentilmente mi spiegano il guasto che c'era stato e che il forte rallentamento degli ultimi chilometri era dovuto al fatto che c'era un tratto in leggera salita e le rotaie erano bagnate di rugiada, motivo per il quale le ruote pattinavano, scivolavano girando a vuoto; ma da Inhaminga non ci sarebbero più stati problemi!

Rimango in treno sperando nella buona stella. Si riparte dopo le 11 e stavolta il treno va. Calcolo che raggiunge la velocità di 48 Km/h. Le stazioni non sono molte, ma in tutte ci si ferma almeno mezz'ora, tanto per caricare e scaricare i materiali dai vagoni merce.

A Magagade, ultima stazione prima di Sena, un giovane del mio scompartimento vede che c'è una macchina ferma in strada con i suoi amici, partiti da Beira al mattino. Combina con loro e mi propone se voglio fare gli ultimi chilometri in macchina per guadagnare una o due ore. Scendiamo insieme e mi accompagnano fino alla casa parrocchiale di Sena: sono le quattro del pomeriggio.

Penso alla Tav e al nuovo treno Italo, di cui ho letto le prodezze su internet qualche giorno prima. Ma sarà vero?

  • PS - Tranquilli: nonostante i contrattempi, mi resta sempre tempo per fare il missionario!


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