Amazzonia: chiesa comunitaria
In Amazzonia, si chiama mutirão un'azione comunitaria in cui i caboclos (contadini) si uniscono per lavorare la terra di uno di loro che è malato e non può sostenere la famiglia. Naturalmente è un lavoro gratuito e fatto con amore. È una pratica molto diffusa ed è l'aspetto più bello della vita comunitaria: tutti insieme per aiutare tutti.
Questo modo di agire l'abbiamo applicato anche alla vita ecclesiale delle comunità. Quando diciamo una chiesa em mutirão intendiamo la piena partecipazione dei laici alla conduzione della comunità, in modo che tutti si sentano responsabili e uniti nell'impegno per le varie attività.
Non è sempre facile, perché l'egoismo e l'individualismo sono sempre dietro l'angolo. Ma è bello vedere la gente povera che fa squadra per costruire la cappella, per fare una piantagione di riso o di frutta, per aiutare un povero malato che dev'essere trasportato in città...
Una chiesa em mutirão significa anche che le decisioni sui programmi sono prese insieme, con il contributo di tutti. E il sacerdote? È uno di loro, con le sue responsabilità specifiche; ma non è uno che fa tutto e "comanda". Non voglio idealizzare, ma questo è il cammino che ci ha indicato la teologia della liberazione, attraverso le comunità ecclesiali di base: una chiesa più nostra e popolare, più povera e attiva, che trova il suo centro nella famiglia, "piccola chiesa domestica".
La nostra speranza è che i tempi moderni, che soffiano anche qui in Brasile, non travolgano tutto questo lavoro che ci entusiasma e ci anima sempre di più.








