Veglia missionaria diocesana
La Chiesa di Santa Maria dei Servi ha accolto un popolo numeroso per la veglia missionaria. Si è visto un nuovo risveglio e una partecipazione convinta. Prima della veglia c’è stata una cerimonia atipica: sul sagrato della chiesa c’è ora un monumento al missionario. Il parroco d. Bartolomeo, che è anche un artista, ha spiegato: “Si fanno tanti monumenti per figure meno importanti, occorre valorizzare chi porta lontano la Parola di Dio e lavora per la promozione umana dei popoli”.
Dopo la benedizione del nuovo arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina, siamo entrati in chiesa. Il direttore del Centro missionario, don Isidoro, ha letto l’introduzione mentre sull’altare veniva portato il planisfero con le spighe colorate dei cinque continenti, preparato da don Sergio con i ragazzi della terza media di Offagna. Quindi, sono state collocate su due pannelli vicini al mondo otto foto ingrandite su famiglia, scuola, lavoro e missione.
Sono state accolte con molto interesse le testimonianze di Fabrizio, Beatrice e Roberta sul Festival della missione, di Marica sull’esperienza di venti giorni in Congo, la mia sulla preparazione fatta benissimo, come pure la testimonianza e il saluto di p. Emilio Baldin, già maestro dei novizi ad Ancona e ripartente per la Colombia.
Il canto “Grandi cose ha fatto” è servito per ringraziare il Signore per la missione della Chiesa. L’omelia tenuta dall’arcivescovo ha messo al centro il tema di quest’anno, “La messe è molta ma gli operai sono pochi”, incentivando a essere discepoli missionari, come dice papa Francesco, nel nostro territorio, ma anche con molta preghiera e aiuti generosi alle missioni lontane.
I presenti hanno ricevuto un segnalibro con una preghiera missionaria. L’arcivescovo ha dato la sua benedizione, mostrando la sua soddisfazione ai molti partecipanti, anche per la bellezza della veglia.







