Vacanze: Un diritto di tutti
Anche dei missionari anziani o malati
Vacanze: una magnifica invenzione. L'autore ne è certamente il Signore, dal quale soltanto viene ogni cosa buona. E proprio dall'inizio della creazione: "Al settimo giorno, terminata la sua opera, Dio si riposò. Dio benedisse il settimo giorno e disse: È mio! Quel giorno si riposò dal suo lavoro: tutto era creato" Genesi 2, 2. Quel giorno era sabato, secondo gli Ebrei, e fu consacrato al Signore. Giorno di riposo, di festa per tutti. Dio ci teneva così tanto che ne fece un comandamento: "Ricordati di santificare le feste". Forse gli uomini se ne erano già scordati, soprattutto i padroni.
Nel Vangelo Gesù si preoccupa come una madre della stanchezza dei suoi discepoli e dice loro: "Venite in disparte con me e riposate un poco". Presero la barca per andare all'altra sponda. Ma anche là c'era tanta gente in attesa che assediava il maestro, il quale esclamò: "Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi e io vi ristorerò!".
Gesù stesso si dichiara "ristoro", offre il riposo gratuito, la vera vacanza del corpo e dello spirito. Ci sarebbe da meditare a lungo sulla necessità, sulla qualità e sulla natura stessa della vacanza, perché l'uomo si riposi davvero dalla fatica del vivere, dalla stanchezza del lavorare e del soffrire, e ricerchi la libertà dallo stress, dalla frenesia del traffico, dal caos di mille pensieri e preoccupazioni, e ritrovi la pace in famiglia e con il prossimo, e soprattutto l'armonia interiore che ne è la sola sorgente e nasce dall'incontro con Dio.
Fare vacanza non è un lusso concesso a pochi, ma un diritto per tutti. Oggi, fare vacanza è una necessità, un dovere verso se stessi e verso la propria famiglia. In questo tempo di grande ricchezza e di benessere, sono in crescita le malattie cardio-vascolari, l'insonnia, le depressioni, gli esaurimenti nervosi, i suicidi anche di tanti giovani. Bisogna imparare a fare le vacanze. Non importa il dove, se al mare, ai monti o al lago. Se in Italia o all'estero.
Si può fare anche a casa propria, nell'orto o nel giardino, passeggiando in un sentiero di campagna o facendo una gita in bici fino al paese più vicino, leggendo un libro o camminando tra l'argine e il bosco verso le rive d'un fiume, lontano dalle strade d'asfalto infuocate e assordanti. Si può fare subito, senza aspettare l'estate e le ferie pagate. Puoi fare vacanza anche adesso, se vuoi, senza spendere soldi: smetti di faticare, di correre, di affannarti per tante cose.
Durante l'anno, e non soltanto in estate, anche i missionari fanno vacanza. Una volta partivano e non tornavano più. Ora invece tornano dopo 3 o 4 anni. Basta qualche ora di volo in aereo. Un viaggio breve, veloce, comodo. Rimangono pochi mesi. Rivedono le proprie famiglie, si curano i malanni. Visitano amici, parenti e parroci, in cerca di aiuti e mezzi per le loro missioni.
Non vanno mai via a mani vuote. Quando, per necessità, le vacanze si protraggono più del previsto, i missionari danno segni di insofferenza e di inquietudine, come fossero in "crisi d'astinenza". La missione infatti è come una malattia, come la droga: non riesci più a guarire, a "disintossicarti".
Qualche missionario anziano non pensa più alle vacanze in Italia per timore di essere trattenuto qui; preferisce rimanere in missione fino alla morte. A tutti il nostro più cordiale augurio: buone vacanze!








