Dalla Betlemme amazzonica
Una Sfida da realizzare insieme
Sono appena tornato da una bella liturgia, celebrata nel meraviglioso auditorium dei Salesiani di Belém in questa limpida e fresca giornata del giorno dell'Immacolata Concezione. È stato ordinato sacerdote salesiano un mio carissimo chierichetto del villaggio di Concezao dove ho vissuto la mia prima esperienza missionariaria in amazzonia. Le due ore di liturgia hanno rianimato in me il dono del sacerdozio e imposto le mani, insieme al vescovo di Abaetetuba.
Come giovane padre Regionale ho riabbracciato con commozione gli amici di Concezao del lontano 1980. Sono contento che uno dei miei chierichetti sia diventato sacerdote, e vi dico sottovoce ne sono altri due che stanno facendo la teologia in Venezuela dai Salesiani. Penso che sia il miglior modo del mio apostolato, e un bel dono per il Natale.
Vi dico questo, perché sono convinto che queste vocazioni sono frutto soprattutto della vostra preghiera e della vostra collaborazione missionaria. Insieme abbiamo seminato, e il Signore ha prodotto frutti di vita. Gloria sempre al nostro Padre che chiama!
È l'ultimo Natale, prima del grande Giubileo del 2000. Non possiamo quindi perdere neanche una delle opportunità che questo Natale ci offre, perché è la preparazione immediata alle grandi celebrazioni del 2000. Gesù è nato in Betlemme della Giudea, ma è in un'altra Betlemme in Amazzonia, ed è la grande città di Belém( =Betlemme) capitale dell'Amazzonia.
Qui Gesù vuole nuovamente nascere coi i poveri, come è nato nella Giudea, vuole nascere nelle favelas della “baixata” ( =terra di palude) della periferia di Belém dell'Amazzonia. Qui Gesù sente nuovamente il calore della grotta, un calore che viene dall'amore di tanta gente, semplice e buona. Per ricordare il Giubileo del Duemila, abbiamo lanciato un sogno che bisogna sognare insieme perché possa diventare realtà. Perché non costruire un "Tempio Missionario" al centro delle favelas, che sia il segno dell'amore che Dio ha per i suoi poveri?
Se crediamo che la salvezza universale parte dalla grotta di Beltemme, possiamo anche credere che dalle paludi della Betlemme dell'Amazzonia possa partire un'infinità di raggi di fede-speranza-amore che salvano e uniscono tutti i continenti in una sola famiglia. Per questo abbiamo il coraggio di lanciare il sogno del "Tempio Missionario", ricordo dei 2000 anni della nascita di Cristo. Il Tempio, dedicato a san Francesco Saverio, patrono delle missioni e della nostra Famiglia, vorrebbe evidenziare plasticamete l'idea dei 5 continenti, destinatari dell'amore, pace e fraternità, e che sono l'oggetto dell'amore universale del Signore.
È l'idea della mondialità, è l'idea dell'Animazione Missionaria necessaria perché la nostra Chiesa diventi veramente e coscientemente una chiesa missionaria. Perché tutto questo possa realizzarsi, attorno al tempio missionario ci saranno strutture necessarie per incontri-formazione, proposta vocazionale ad gentes, secondo il migliore stile missionario realizzato nel mondo di oggi.
Qui abbiamo una marea di giovani, ed è un peccato non avere la possibilità di fare la proposta anche a loro e di educare la nostra Amazzonia a "dare della sua povertà': Il Papa nella sua ultima dichiarazione sulle indulgenze del Giubileo lancia la proposta di fare un'opera significativa di bene per essere più degni di ricevere le grazie del Giubileo.
Che ne direste se l'opera fosse il Tempio Missionario nella Betlemme dell'Amazzonia? A tutti i lettori di "Missionari Saveriani" un fraterno abbraccio, immenso come l'Amazzonia.








