Uno Spigolo per la Mistica: Uniti a Cristo come il Tralcio
Nella conversazione scorsa ho parlato delle tre immagini: edera, bambino, tralcio, che aiutano a capire quale dovrebbe essere il modo di pensare-agire-giudicare del cristiano. Mi piacerebbe ora riprendere quella del tralcio e della vite, dato che è un tema squisitamente biblico e utilizzato anche da Gesù: "Io sono la vite, voi i tralci: rimanete in me e io in voi: chi rimane in me e io rimango in lui, questi porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla':
Questa è davvero una divina sinfonia dove c'è quel benedetto verbo "rimanere" che va-e-viene continuamente, e che Giovanni non si stanca mai di ripetere in modo da fissarlo bene in testa e soprattutto nel cuore, secondo una classica legge di educazione: si fa scuola ripetendo! Un'immagine che ci aiuta a capire è quella della Madre che "inabita-rimane" nel Figlio, come il Figlio, a sua volta "rimane" nella Madre.
Vogliamo dire che la madre "gravita" sul figlio e viceversa. È vero che ha anche altri pensieri-ricordi-affetti nell'intelligenza-memoria-volontà, però "uno solo" domina tutti gli altri; gli altri ci sono, ma sono senza forza; ci sono, ma è come se non ci fossero, perché sono senza forza: quello del figlio li "sovrasta" tutti.
Esattamente così dovrebbe essere la figura di Cristo per il cristiano: la persona di Cristo dovrebbe essere un "dolce" e "soave" bisogno del cuore: un peso e un giogo, ma non 'faticoso"; un po' come l'allenatore o l'affarista o il fidanzato che pensano e "rimangono" continuamente in ciò che è loro centro di interesse: il cristiano si chiama "cristiano" proprio per questo.
E com'è inconcepibile che lo sposo agisca indipendentemente dalla sposa, e viceversa, onde si "inabitano" vicendevolmente e sono due ma "una carne sola": esattamente così il cristiano deve "rimanere" in Cristo. Cristo-lavorare, Cristo-parlare, Cristo-studiare, Ccristo-discutere, e così via: in modo che la persona di Cristo per così dire "abbracci" tutta l'attività dell'uomo: in modo che "in principio-durante-dopo", tutto sia "cominciato-proseguito-concluso" da Cristo.
Il capitalizzare molto è in ragione del "rimanere': Dice Gesù: "Chi rimane in me e io in lui, questi porta molto frutto!''. Quindi il fruttificare "molto" non dipende dalla "natura" dell'azione, ma dalla "continuità-attualità" dell'unione con Cristo. Questo è molto importante. Coloro che leggeranno queste righe non credo davvero che andranno a finire sulle testate dei nostri grandi giornali; ma ne sono certo, passeranno le loro giornate nella vita nascosta d'una famiglia, spenti nell'anomimato in quella corsia, in quella fabbrica, in quella scuola.
Il valore d'un uomo, come di un'azione, non valgono tanto per quello che l'azione è "in sé" (fare il professore o il bidello), o per quello che sono valutati dagli altri, ma "solo ed esclusivamente" per i rapporti che l'uomo o l'azione hanno con l'Assoluto-Dio". Sicché le grandezze, secondo la scala dei valori del mondo, sono tanto piccole e le piccolezze, secondo la scala dei valori di Dio, sono grandi.








