Uno Spigolo per la Mistica: “Non ci ardeva il cuore?”
L'episodio dei discepoli di Emmaus è un vero pezzo d'arte del grande narratore Luca; né io presumerò di commentarlo, in considerazione della brevità dello spazio concessomi. Sicché, tenendo sempre presente che non devo propormi di dire verità "belle", ma, prima di tutto, "utili", perché i miei lettori, credo io, han fame-sete non di "capire-ragionare", quanto piuttosto di "amare-fare", scelgo una frase che cercherò di ruminare-cullare, come farebbe una madre con il suo bambino; è una delle più splendide dell'episodio: "Non ci ardeva il cuore in petto quando ci spiegava le scritture?" Lc 24,32.
Questa frase credo che possa suggerirci qualche considerazione utile. È ben risaputo che una delle raccomandazioni più classiche e sicure dell'indirizzo educativo conciliare è lo studio-meditazione-preghiera della Bibbia, al punto che, a ragion veduta e con immane lavoro, ha ordinato la lettura-quasi-continua di tutti i Libri, affinché il credente possa seguire l'intera Storia della salvezza; e ai parroci raccomanda esplicitamente di provocare nei fedeli "quel dolce e soave affetto" per la Bibbia.
Ecco perché si sono moltiplicate le iniziative tese a far conoscere e insegnare a gustare la Sacra Scrittura. Perciò è diventato del tutto "normale", ed anche "doveroso", che ogni credente abbia il suo messalina o il calendarietto liturgico in modo che possa studiare-meditare-pregare, le due Letture suggerite dalla liturgia del giorno.
Ho detto "normale-doveroso", con piena avvertenza e deliberato consenso: sì, perché, come è stato detto con molta efficacia, "il cristiano nasce con la Bibbia nelle viscere': Bella e profonda espressione! Vuol dire che il battezzato nasce con una propensione-simpatia-empatia-istinto per la Bibbia, creato-infuso in lui dallo Spirito. È del tutto logico e naturale che con l'infusione carismatica della fede, il cristiano riceva anche un'inclinazione "istintiva" per il Libro della fede.
Ovviamente è da sottolineare l'azione dello Spirito con cui il battezzato deve "sintonizzarsi", e che deve favorire- educare con i sacramenti e con la catechesi. Se questa è una pagina di dottrina solida e credibile, diventerà vera un'altra espressione logicamente legata alla prima: "La Bibbia deve diventare "la lingua materna" del battezzato'.
Ci chiediamo: quando-come-dove abbiamo imparato a parlare? "Sempre-dappertutto" risponderebbe qualsiasi psicologo. Perciò sempre-dappertutto,pensare-ragionare-discutere-scegliere "biblicamente"; l'assiduo studio-meditazione-preghiera-degustazione della Bibbia ci deve comunicare la "mentalità" biblica. In altri termini, le nostre "categorie mentali" devono essere bibliche: come lo sportivo e l'affarista, l'artista e lo scienziato hanno le loro categorie mentali in modo che parlano “sportivamente-scientificamente", così anche il credente deve farsi della Bibbia un continuo e abituale, facile e frequente modo-dipensare-parlare-biblico.
È sapiente e consigliabile l'assioma del Bengel: ''Applicati 'del tutto al Testo" con lo studio-meditazione-preghiera sulle Note-Introduzioni. E poi '"tutto il contenuto del Testo, applicalo 'del tutto a te': In sintesi: studia-medita-prega finché non esperimenti dentro di te quel "soave-dolce-affetto" voluto dal Concilio ed esperimentato dai discepoli di Emmaus. La degustazione è il traguardo normale e necessario.








