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Sud/Nord Notizie: Diritti-Doveri - Acqua - Malaria - Chernobyl

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ONU: Il dovere, Confine dei diritti

Mons. Renato Martino, presidente del pontificio Consiglio di Giustizia e Pace, ha recentemente affermato:

"Noi tutti avremmo preferito commemorare il 40° anniversario della Pacem in terris in un clima internazionale meno carico di tensione. I conflitti internazionali in corso, che tanto ci rattristano e preoccupano, richiedono che la chiesa, ancora una volta, offra all'umanità il cuore stesso del messaggio che ha ricevuto: il vangelo della pace.

Nel 1948 l'umanità, nell'ambito delle Nazioni unite, ha stilato un elenco di diritti umani inalienabili. Sarebbe auspicabile che ora si impegnasse a sottolineare maggiormente i doveri umani. Perché è il dovere che stabilisce i confini entro i quali i diritti sono veramente a servizio dell'uomo, e non semplice esercizio di un vuoto libero arbitrio".

UE:acqua per i paesi poveri

L'Unione Europea vuole aumentare il suo impegno per consentire l'uso di acqua potabile e sicura anche alle popolazioni dei paesi più poveri. Per questo, in aprile scorso, ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro. La Commissione esecutiva ha inoltre chiesto che venga istituito un"Fondo europeo per l'acqua".

Il Fondo servirà a finanziare progetti per la costruzione di infrastrutture e per l'assistenza tecnica in quei paesi bisognosi, ma che hanno già una "solida politica in materia". Per diventare operativo, il Fondo dovrà prima essere approvato dai governi dei paesi europei e dei paesi beneficiari.

Il problema della disponibilità dell'acqua pulita è ormai un'emergenza globale. Per questo l'ONU ha proclamato il 2003 "Anno internazionale dell'acqua".

Ogni anno, cinque milioni di persone muoiono per malattie direttamente legate all'uso di acqua non potabile; più di un miliardo le persone al mondo non ha accesso regolare all'acqua pulita. Il continente più colpito da tale emergenza è l'Africa: il quaranta per cento della popolazione soffre di questo grave problema.

L'acqua pulita e sicura per tutti deve diventare uno dei grandi settori di impegno e di solidarietà internazionale.

MALARIA: muoiono ogni giorno 3000 bambini

Ogni giorno, solo in Africa, 3000 bambini muoiono di malaria.La malattia, veicolata dalla zanzara anofele, ne colpisce più di due al minuto e minaccia il 20 per cento della popolazione mondiale.

In un rapporto pubblicato in occasione della Giornata contro la malaria, il 26 aprile scorso, l'OMS e l'UNICEF definiscono il bilancio delle vittime "oltraggiosamente alto". Purtroppo, i rimedi diretti ad arginare e prevenire il grave fenomeno sono ancora fuori della portata nella maggior parte dei paesi colpiti.

Il direttore dell'OMS ha auspicato l'intensificarsi di uno sforzo mirato e congiunto, al fine di strappare l'Africa al devastante assedio cui è sottoposta. Si deve, infatti, costatare che gli sforzi finora compiuti sono stati insufficienti e parziali, e perciò inefficaci.

CHERNOBYL: resta un pericolo

Sono passati 17 anni dall'esplosione, nella notte tra il 25 e il 26 aprile del 1986, di un reattore, nella centrale nucleare di Chernobyl, in Ucraina, nell'ex Unione Sovietica.

E' stata la più grave catastrofe della storia legata all'uso civile dell'energia atomica. Provocò la morte diretta di 31 persone, ma le vittime, nel tempo, sono state molte di più; impossibile darne un resoconto attendibile. La zona più seriamente contaminata, attorno alla centrale, è di 150 chilometri quadrati, con una popolazione di sette milioni di abitanti. Ma la nube radioattiva si diffuse praticamente in tutta Europa.

Si calcola che, sino ad oggi, oltre 500.000 persone siano morte per le conseguenze dell'esplosione e 150.000 siano rimaste invalide. Secondo l'associazione russa delle vittime di Chernobyl, quattro milioni di persone soffrono tuttora di disturbi ricollegabili a questo disastroso evento.

La centrale disponeva di altri tre reattori che hanno continuato a funzionare, a fasi alterne, per soddisfare le esigenze energetiche dell'Ucraina. L'ultimo di essi è stato chiuso nel 2000.
Il pericolo di Chernobyl rimane, comunque, molto alto. Secondo gli esperti, il "sarcofago" costruito attorno al reattore esploso per impedire l'emissione di radioattività, non dà più garanzie di sicurezza.In caso di crepe, si libererebbero 160 tonnellate di magma radioattivo. Il ministro dell'energia atomica russo ha proposto la costruzione di un nuovo "sarcofago" sopra quello esistente.

Ma siamo sempre a livello di "palliativo". La vera soluzione è costosa; ma anche l'umanità ha un valore incalcolabile.



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