Una vocazione speciale
Nei giorni dell'Epifania si è tenuta a Monticelli la convivenza invernale dei laici saveriani. È uno degli appuntamenti importanti che ci consente di rivederci, condividere, progettare, decidere. Lo spirito di famiglia è ciò che ci accompagna sempre dall'organizzazione della giornata al pranzo, dalle meditazioni alle assemblee, dai momenti di preghiera ai quelli di svago.
È stata la saveriana Elena Conforto a tenerci la meditazione dell'Epifania: la scelta come relazione. Abbiamo iniziato a interrogarci quali risposte singolari e originali il Signore ci chiede personalmente e come gruppo davanti alla realtà del mondo, alla missione e alle sue sfide.
Ad arricchire la nostra riflessione è arrivata la forte testimonianza di Angela Bertelli, saveriana, che ci ha raccontato la sua esperienza in Sierra Leone, in Thailandia e a Parma. Ci ha mostrato che essere missionario è l'offerta di sé a Cristo. Durante l’Eucaristia abbiamo conferito il mandato missionario ai coniugi Biswas, coppia di laici che a febbraio parte per il Bangladesh.
Più volte, il ricordo di p. Luigi Menegazzo ci ha accompagnato e ci siamo interrogati sulle nuove sfide da lui lanciate nell'ultima lettera-progetto, una sorta di testamento spirituale per il laicato.
Essere saveriano, religioso o laico, è una vocazione speciale. Condividendo lo stesso carisma siamo chiamati a una vera esperienza di comunità ecclesiale che richiede la conoscenza e il rispetto reciproco, il riconoscimento del valore dell'altro, del suo servizio, del suo modo di vivere la vocazione.
Siamo chiamati a coltivare un’intensa vita interiore per crescere nella consapevolezza dei propri doni, nella libertà, nella disponibilità a costruire e diffondere il Regno.







