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MISSIONI NOTIZIE

Testimoni coraggiosi

Taiwan: chiesa Giovanni Paolo II. La prima chiesa dedicata a San Giovanni Paolo II nel mondo cattolico cinese (foto sopra) è stata consacrata e inaugurata il 6 settembre nella diocesi di Kaohsiung, a Taiwan. La chiesa ospita una reliquia del santo; si tratta dal sangue di papa Wojtyla. Sono stati celebrati 4 battesimi e ai due maschi è stato dato il nome di Giovanni Paolo. La chiesa si trova nella zona meridionale dell’isola di Taiwan, abitata da una comunità di aborigeni Paiwan di 7mila persone, di cui più di 2mila cattolici.

Iraq: ministro cristiano. C'è anche un ministro cristiano nel nuovo governo. Si tratta del caldeo Faris Yusef Jajo, a cui è stato affidato il ministero della scienza e della tecnologia. Il neo-premier sciita al-Abadi si è impegnato a sostenere il rafforzamento delle relazioni con la regione autonoma del Kurdistan iracheno, una riforma in chiave semi-federale e la ricostituzione delle forze armate.

Laos: arrestato e deriso. Cinque agenti di sicurezza nel villaggio di Loynam hanno arrestato un uomo cristiano di nome Sort. Lo hanno legato a un palo e poi lo hanno deriso e trattenuto, chiedendogli di rinunciare alla fede cristiana. Sort, 40 anni, è il primo cristiano nel distretto di Nong, costituito da circa 20 villaggi. Temendo la diffusione del cristianesimo “come un virus”, le autorità di polizia si sono recate a casa di Sort, intimandogli di abbandonare la fede, minacciando di cacciarlo e di confiscare tutti i suoi beni.

Libia: “resto qui!”. Il vicario apostolico di Tripoli, mons. Martinelli, ha spiegato: “La comunità cristiana in Libia è ormai ridotta ai minimi termini, ma intendo restare qui finché rimane anche un solo cristiano”. Mons. Martinelli riassume la situazione della comunità cristiana in Libia: “In Cirenaica non ci sono più suore, mentre stanno lasciando la regione la maggior parte dei filippini, che sono il cuore della comunità cristiana in Libia.

Ho fiducia che un gruppo di persone resterà qui al servizio della chiesa, ma siamo nella mani di Dio e io non posso abbandonare i pochi cristiani rimasti”.

Alcune iniziative

Brasile: campagna missionaria. Il tema centrale del 2014 è "Missione per liberare", che riprende la campagna di Fraternità di quest’anno sulla tragica realtà della tratta di esseri umani. La Campagna missionaria è organizzata dalle Pontificie opere missionarie del Brasile, in collaborazione con la Conferenza episcopale.

"Stop agli F35". È una questione che compatta l’opinione pubblica e divide il mondo della politica. L’acquisto degli F35 da parte del governo italiano continua a far discutere. E a pochi giorni dal voto sulla parziale revisione del programma, artisti, scrittori e religiosi hanno aderito alla campagna “Taglia le ali alle armi” (vedi il sito www.disarmo.org/nof35), per bloccare l’acquisto in modo definitivo, indicando un decalogo di motivazioni. Invitiamo tutti a prendere visione e ad aderire.

Colombia: a Cali anno per la pace. Riprendendo lo slogan "Per la pace, di cosa sono ca…pace?" della settimana della pace in Colombia, l'arcidiocesi di Cali ha deciso di creare una commissione permanente per ricostruire la società della città, in modo da trasformare la realtà violenta e di morte. La commissione riunisce varie personalità impegnate a creare scenari per la pace attraverso l'inclusione e il dialogo sociale, il pluralismo, la convivenza, la riconciliazione e il perdono.

Una storia speciale

“Madri terra” e le multinazionali. L’ong ambientalista Enda Pronat, a Dakar in Senegal, nel 2008 ha cominciato la sua battaglia contro le multinazionali straniere che acquistano terre in Senegal. Quasi un milione di ettari di terra è in mano loro. Secondo i dati del 2013, il 40% delle terre coltivabili oggi è di privati. E su quei campi lavorano le donne.

Le “madri terra” vogliono riprendersi la primaria fonte di sostentamento delle loro famiglie.

Ogni giorno si svegliano alle sei, portano i bambini a scuola, poi nei campi, fino alle 18.

Quando prendono la zappa in mano, intonano un canto tradizionale, che le accompagna nelle lunghe pause in attesa che il sistema d’irrigazione pompi acqua.

L’associazione italo-senegalese Sunugal ha costruito tre pozzi per irrigare i campi. Ma l’acqua non è sufficiente per dare lavoro a tutti. Così i ragazzi nati negli Ottanta, sono partiti in cerca di fortuna, lasciando la terra alle madri e alle sorelle (Bagnoli-Lavagna, Corr. Sera).



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