“Una vita da capogiro!” - Sacerdote da 25anni
Padre Arduino, animatore missionario a Cagliari, il 21 settembre scorso ha celebrato il 25° anniversario di ordinazione sacerdotale. Tanti auguri di santità missionaria e sacerdotale!
Sono saveriano da 52 anni e ho lavorato in Bangladesh, con la gente più povera del mondo. All’età di 44 anni sono diventato sacerdote di Cristo, nella sua chiesa. Cercando una frase biblica da scrivere come ricordo dell’ordinazione, ero stato attirato dalle parole che san Paolo aveva scritto ai cristiani di Corinto: “Mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno”. Oggi, dopo venticinque anni, chiedo di nuovo in prestito a san Paolo le stesse parole. In più, ho la consapevolezza che la forza per svolgere il ministero di prete e di missionario viene solo da Gesù Cristo.
È lui che continua a darmi fiducia, nonostante le mie debolezze.
Un bilancio di misericordia
Quando penso a questi anni di sacerdozio missionario, ho voglia di ringraziare il Signore, perché egli sa compiere “grandi cose” attraverso i “piccoli e poveri”, che lo amano.
Ho raccolto le confessioni dei peccati dell’umanità per offrire in cambio la misericordia divina. Ho annunciato la Parola, dopo averla ascoltata io stesso, sapendo di essere portatore di un dono che non posso tenere per me, perché mi è stato consegnato per i fratelli che incontro ogni giorno sulla strada della vita. Ho insegnato ad essere chiesa, comunità di fratelli e sorelle impegnati a crescere e a camminare insieme, coscienti dei propri limiti ma fiduciosi in Dio.
L’Eucaristia che ogni giorno celebro nelle comunità cristiane è il mistero di Cristo che vuole essere presente accanto all’uomo nei “segni” del pane e del vino, e anche nell’amore al prossimo, per curare le ferite e alleviare le fatiche.
Non è sufficiente fare la comunione. Occorre fare comunione con gli altri, essere testimoni e operatori di carità.
Celebrare l’Eucaristia vuol dire assicurare la presenza reale di Cristo nel mondo con la testimonianza e con l’impegno a soddisfare la fame degli altri. Vuol dire partecipare, comunicare, condividere, moltiplicare la solidarietà. Le mani e il cuore che hanno ricevuto il Pane eucaristico non possono chiudersi in un arido egoismo. Devono abbracciare gli orizzonti del mondo intero.
Perché Cristo viva in tutti
Sono convinto che la vita del prete missionario è una vita da capogiro: come Cristo, deve mostrare all’umanità l’amore misericordioso del Padre celeste ed essere dono totale ai fratelli. Fino a poter dire, prendendo ancora in prestito da san Paolo le parole giuste: “non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.








