Una stella a cui guardare
Non dobbiamo illuderci: “la missione affidata alla chiesa è ancora agli inizi e dobbiamo impegnarci al suo servizio con tutte le forze”. Lo afferma in modo autorevole l’enciclica missionaria Redemptoris missio, firmata da Giovanni Paolo II alla vigilia dell’Immacolata, chiamata anche “Stella dell’evangelizzazione”.
Nell’intenzione missionaria dell’apostolato della preghiera per questo mese di maggio, siamo invitati a pregare affinché “Maria, Stella dell’evangelizzazione, guidi la chiesa nell’annuncio di Cristo a tutte le genti”. Maria, infatti, è la prima grande missionaria che ha portato Gesù sulla terra.
È davvero suggestiva la definizione di “Stella”.
Molti particolari rendono simboliche le stelle: abitano nell’alto del cielo, sono intoccabili, formate di pura luce, brillano senza accecare, non si consumano, sono come tanti occhi che dal cielo stanno a guardare. In particolare la stella polare, che occupa sempre la stessa posizione, è da sempre il punto di orientamento per coloro che si mettono in viaggio.
Non si smarrisce chi guarda a Maria, Regina degli apostoli e dei martiri, come la invochiamo nelle litanie del rosario. Sia lei a guidare gli apostoli, a incoraggiare la nascita di nuove chiese, a dare la forza ai perseguitati e ai martiri.
Sia lei a risvegliare nelle chiese di antica formazione la missione di predicare il vangelo alle genti, che riguarda tutti i cristiani, tutte le diocesi e parrocchie e che sembra - ricorda la stessa enciclica - in fase di rallentamento.
La Stella dell’evangelizzazione illumini dall’alto il nostro cammino.








