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Giovedì 27 marzo, nella casa dei saveriani di Alzano si è tenuta la veglia annuale di preghiera in memoria dei missionari martiri. Vi hanno partecipato diversi sacerdoti e parroci del vicariato di Alzano che comprende otto parrocchie, per un totale di 33mila abitanti.

La chiesa è anche perseguitata

Animata da padre Mario Curione (nella foto sopra), è stata una carrellata di preghiere, canti, ricordi e riflessioni. Accanto al Crocifisso, il primo e più grande missionario martire, sono sfilati idealmente i missionari e le missionarie, ai quali la perfidia dei carnefici ha fatto ottenere da Dio la corona del martirio. Mentre venivano ricordati i nomi dei 22 operatori missionari martirizzati nel 2013, abbiamo rievocato la grande caratteristica della chiesa: il martirio per la propria fede.

Viene in mente la famosa udienza di Pio XI con i ragazzi premiati per il catechismo. Quando il papa aveva chiesto a uno di loro le “note” della chiesa, questi aveva risposto: “una, santa, cattolica e apostolica”. E il papa, a sorpresa, ha aggiunto “e perseguitata”. “Ricordatelo bene - ha sottolineato il papa - da sempre la chiesa è stata perseguitata, sarà perseguitata anche in futuro e avrà i suoi martiri, sempre”.

Schiera immensa di martiri

“In duemila anni - ha affermato recentemente papa Francesco - siamo di fronte a una schiera immensa di uomini e di donne, che hanno sacrificato la loro vita per rimanere fedeli a Gesù Cristo e al vangelo; sono tanti, forse molti di più dei primi secoli”.

Durante le persecuzioni volute dagli imperatori romani - dal 70 al 313 dell’era cristiana - non erano pochi quelli tentati dallo scoraggiamento.

Di fronte a questi, Tertulliano (160-230 d.C.) amava ripetere una frase divenuta famosa: “Il sangue dei martiri è il seme di nuovi cristiani”.

Ne muore uno, ne nascono cento. La storia della chiesa, in questi duemila anni, ne conferma la verità.

La speranza di nuove vocazioni

Dice un proverbio di ispirazione cristiana: “Dio scrive diritto anche sulle righe storte disegnate dagli uomini”. Se così non fosse, il male dimostrerebbe di essere più forte di Dio. E invece è Dio che manifesta la sua potenza piegando anche il male ai suoi piani di salvezza. Il sangue dei martiri, irrorando la terra, la rende feconda di nuovi cristiani, fa sbocciare nuove chiese che sorgono proprio là dove sembrava non dovessero più nascere.

La serata di preghiere e di memoria si è conclusa con le parole di mons. Leone Lussana, vicario locale: ha espresso l’augurio che il sangue dei martiri possa ottenere, anche oggi, la nascita di nuove vocazioni, perché non venga mai meno la presenza di una comunità missionaria, come quella saveriana di Alzano, che tanto ha contribuito in questi anni ad alimentare la coscienza missionaria delle nostre comunità parrocchiali.



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