Una festa con la famiglia riunita
Il 14 agosto 2016, tutta la famiglia Chiofi, riunita a Cervara di Roma per le vacanze estive, approfittando della “rimpatriata tradizionale” ha celebrato, all’insegna della semplicità e in anticipo rispetto alla data del 16 ottobre, il 50° di sacerdozio di p. Antonio.
La Madonna del Monte vicino L’Aquila
Per ringraziare il Signore è stato scelto un luogo più che significativo nel contesto dell’anno della Misericordia: il santuario della Madonna dei Bisognosi (quindi della Madre di Misericordia), detto anche Madonna del Monte, in località Pereto-Rocca di Botte, in provincia dell’Aquila. Il santuario svetta isolato sulla sommità di un monte alto più di mille metri e risale ai primi anni del VII secolo.
La salita, oggi in macchina, ma fino a pochi decenni fa a piedi inerpicandosi su sentieri scoscesi, ha evocato nelle nostre menti il salmo 23: “Chi salirà il monte del Signore? Chi starà nel suo luogo santo? Chi ha mani innocenti e cuore puro”. E quel giorno anche noi siamo diventati pellegrini per entrare attraverso la Porta Santa a invocare, ricevere misericordia e ringraziare.
In diversi modi c’eravamo tutti
Alle 11, la celebrazione Eucaristica ha visto coinvolti tutti i membri della famiglia, stretti intorno a p. Antonio. Nel ripercorrere questi cinquanta anni di sacerdozio, ha ringraziato il Signore del grande dono ricevuto e ha fatto conoscere la sua vita di missionario alle nuove generazioni della famiglia. Toccanti le brevi riflessioni della sua omelia e altrettanto sentita la presenza spirituale dei nostri cari genitori che, dal cielo, partecipavano alla gioia comune.
La liturgia è stata allietata con i canti eseguiti da alcuni ospiti della Fraternità “Mater Indigentium” del convento annesso al santuario. La Fraternità accoglie da circa un decennio, guidati da p. Giancarlo, un uomo di Dio, tutti coloro che sono alla ricerca della propria vocazione di vita e che condividono la loro esperienza alla maniera della prime comunità cristiane.
Una bella testimonianza
Dopo la celebrazione Eucaristica, eccoci tutti raccolti per l’Agape fraterna nel grande refettorio del Convento preparato a festa. È stato servito un pranzo semplice, ma “condito” di amore e accoglienza, condiviso dai membri della comunità e da ospiti occasionali che si sono ritrovati coinvolti in una festa divenuta, anche per loro, di famiglia.
P. Antonio, visibilmente commosso e contento, ha espresso il suo ringraziamento a tutti e, sollecitato a riferire la sua esperienza, ha offerto la sua bella testimonianza di presbitero e missionario.
Anche per tutto questo sia ringraziato il Signore che continua a riempire di grazie e di gioia la nostra famiglia.








