Non-Violenza - Una Spiritualità Robusta
La spiritualità della nonviolenza e la spiritualità cristiana partono necessariamente dalla conversione personale, per arrivare alla conversione strutturale. Perché solo persone fortemente motivate spiritualmente riescono a far fronte alle difficoltà e alle resistenze necessarie per arginare, pur con mezzi nonviolenti, le strutture di peccato. Solamente gli spiriti forti hanno il coraggio di affrontare questo duro conflitto.
Non basta avere conoscenze, informazioni e tecniche riguardo alla pace e alla nonviolenza; non è sufficiente un’infarinatura spirituale. Occorre una spiritualità robusta; è indispensabile ricercare la sapienza divina con la meditazione e invocarla con la preghiera.
È necessario che noi ci confrontiamo seriamente con Cristo, profeta della pace vera. È necessario che noi valutiamo continuamente la nostra spiritualità, personale e comunitaria.
Solo così potremo liberarla, se necessario, da due pericoli seri: da impostazioni “intimistiche” che non portano a un confronto serio con la realtà; da incrostazioni violente che non sono conformi al vangelo di Gesù Cristo. La spiritualità cristiana, per essere vera e genuina, deve avere una dimensione sociale e una dimensione evangelica.
Gandhi parlava di forza attiva della verità. Gesù passava notti intere a pregare; ci invita a perdonare e a imitare il Padre celeste che offre i suoi doni e la sua grazia a tutte le sue creature; ci chiede di rimettere la spada nel fodero e di accogliere il dono della sua pace.








